Una macchina piena di gente

E alla fine domenica scorsa (il 3 luglio) è nato Samuele, il bimbo della nostra supertata, è andato tutto benissimo ma non ce l’ha fatta a superare il peso alla nascita dei nostri due vitelli, nonostante avessero stimato che sarebbe nato di 4 chili e passa. In realtà pesava 2950g, che è comunque un signor peso e lui è bello pacioccoso e sereno.
Lo hanno portato a casa martedì, e quando ho sentito la tata mi diceva ovviamente che era stra felice e finalmente aveva un po’ di privacy e tranquillità.

Ormai sono passati due anni da quando li abbiamo portati a casa, mancano solo tre giorni al loro compleanno, il momento dell’uscita dell’ospedale è uno di quelli che non ti scorderai mai, o almeno io non lo scorderò. Dopo cinque giorni di ospedale in cui sei scomoda, dolorante, con un continuo viavai di gente che comunque NON ti aiuta, in spazi ridotti e poco pratici…. tornare nella tua casa è qualcosa di indescrivibilmente meraviglioso. Io avevo paurissima del rientro a casa, che mi avrebbe destabilizzato, che non avrei saputo che fare… E invece è stato bellissimo e semplicissimo, finalmente ti puoi godere i tuoi bimbi nello spazio comodo e accogliente della tua casa, con i tuoi spazi, le tue cose…. E’ vero che niente è più come prima e può essere destabilizzante, ma sei a casa tua e già questo aiuta tantissimo a rilassarsi e prendere confidenza con la nuova situazione.

E poi, nel mio caso almeno, dopo 9 mesi di fatica, problemi e schifi vari, uscire dall’ospedale e rivedere la luce naturale dopo cinque giorni, e infine salire in macchina e vedere il sedile dietro pieno di quei fagotti che finalmente erano solo nostri e ce li stavamo portando a casa con noi…. è stata un’emozione di quelle che tolgono il fiato.
Penso che lo sia sempre, il primo viaggio insieme, quello che ti porta verso casa per la prima volta con il tuo cucciolo, specialmente per quelle mamme che non hanno avuto la fortuna di poterlo fare dopo pochi giorni dal parto, ma che magari hanno aspettato settimane se non addirittura mesi. E’ bellissimo quel primo viaggio con la macchina piena di gente in più.
Buona vita piccolo Samu, mi sa che quello è solo il primo di una milionata di viaggi che la tua mamma ti farà fare! ^__^

Quattro anni

Quattro anni fa era sabato. Io ero agitatissima perchè la sera ti avrei visto da solo (alleluja alleluja!), niente di che, una birra e un film a casa mia. Non avevo idea di cosa sarebbe successo, anzi, ero molto convinta che non sarebbe successo proprio niente di niente, a parte la birra e il film. E invece qualcosa è successo, il nostro primo imbarazzatissimo bacio e i primi abbracci.
Da lì è iniziato tutto, abbiamo iniziato ad incastrare le nostre vite, cosa che non sempre è stata facile dato quanto diversi eravamo, ma un po’ per volta abbiamo trovato la nostra strada, perchè era la cosa che volevamo di più e per averla ci siamo impegnati tanto, e ne è valsa la pena ogni singolo minuto.
Sapevo già che persona stupenda eri, ma più ti ho conosciuto e più sono stata convinta della fortuna incredibile che ho avuto quando sei entrato nella mia vita, perchè con te è tutto bello, anche i momenti peggiori, tipo ieri sera, che a essere romantici, carini e coccolosi son capaci tutti, ma iniziare i festeggiamenti per il nostro anniversario tenendomi la bacinella mentre vomito anche l’anima seduta sul gabinetto… no, non è proprio da tutti.
E tu per me ci sei sempre, nei momenti bellissimi e in quelli bruttissimi, sei diventato la mia roccia, e sarà scontato ma non ho un dubbio al mondo che tu sia la sola ed unica persona con cui desidero costruire la mia nuova famiglia, quest’anno festeggiamo quattro anni insieme e siamo già in quattro, ecco dove ci ha portato il nostro amore. Buon anniversario amore mio, anzi, buon tergiversario, l’ultimo che festeggeremo da soli, il primo della nosta vita tutta nuova.

Di come ti sa stupire la vita

L’ultimo post risale veramente a tanto tempo fa… Sono successe mooolte cose da allora. Era da un sacco che volevo scrivere questo post e adesso finalmente ci siamo. Circa un annetto fa, a febbraio se non sbaglio, ho scritto un post sul fatto che stavo intraprendendo un nuovo percorso e che avrei lasciato che la vita mi stupisse. Ebbene, l’ha fatto, e lo sta facendo, in molti modi. Ora vi dico come.

Il 7 novembre 2013, alle 22.45, la vita mi stupisce con un test di gravidanza positivo. La sorpresa è stata nel fatto che sia capitato esattamente il primo mese di vera e ufficiale ricerca, che poi alla fine è successo talmente subito che anche chiamarla ricerca non è esatto, diciamo il primo tentativo. Colpita e affondata. A questo test ne sono seguiti altri due, tutti estremamente positivi, tra cui un Clear Blue Digital che mi ha sentenziato “Incinta 2-3”. Fatta!

Il 22 novembre, venerdì,  arrivano gli esiti degli esami del sangue che confermano la gravidanza. La sorpresa questa volta è il valore delle Beta Hcg, l’ormone della gravidanza, che è estremamente più alto di quanto mi aspettassi. Circa del doppio………. Un pensiero inizia a farsi strada nelle nostre menti, ma è così assurdo che ci pensiamo il giusto, e aspettiamo la prima ecografia.

Il 25 novembre, la vita ci stupisce di nuovo, e stavolta in grande stile. Tutto cambia nell’istante in cui il ginecologo appoggia (dovrei dire infila, ma non sta bene) l’ecografo e la prima immagine arriva sul monitor. Ci sono due camerine gestazionali, non c’è dubbio, sono proprio due. Ci guardiamo meglio, e in pochissimo scopriamo che ogni camerina è abitata da un cuoricino pulsante di ben 3 mm. Sono due cuoricini, e per la prima volta dal test positivo scendono le lacrime di gioia.
Non dimenticherò mai il momento in cui ho visto pulsare il secondo cuoricino. In un istante ho sentito su di me tutto il peso e la responsabilità del mondo intero, come se tutta la vita dell’universo dipendesse da me, e io sono convinta che è stato in quel preciso istante che sono diventata una mamma.

A fine novembre ce ne andiamo ad Acqui Terme sapendo che siamo in 4 e non più in 2, ad Acqui come previsto non ho trovato nessuna rivelazione sconvolgente, però sono inziate le nausee, che non mi hanno più abbandonato nemmeno un giorno fino al 30 di dicembre. Discretamente devastante, ma nel frattempo abbiamo fatto altre due ecografie che ci hanno confermato che i cuccioli crescevano benissimo e tutto procedeva benone.

Il primo gennaio 2014 la vita ci stupisce di nuovo, stavolta non in modo positivo. Vado in bagno e scopro che sto sanguinando. Proprio nel momento in cui stavamo uscendo dai pericoli del primo trimestre e anche le nausee stavano andando meglio, arriva questa botta. Corriamo al pronto soccorso, io in preda al panico totale, e da qui la vita cambia di nuovo. I cuccioli stanno bene, ma uno dei due ha un distacco della placenta, ed è quello che sanguina. Mi prescrivono progesterone, bere tanta acqua e assoluto riposo. Chiamando poi la mia dottoressa scopro che non tornerò a lavorare, e il mio ginecologo mi conferma che non rientrerò più in ufficio, sono in maternità anticipata a partire dal 13 gennaio.

Il 9 gennaio, durante l’ecografia per la translucenza nucale (l’esame per vedere che non ci siano anomalie genetiche), il professorone che ce la sta facendo se ne esce proclamando che “Sono un maschietto e una femminuccia”. Non ho idea da dove l’abbia visto, ho riguardato il dvd dell’eco almeno 10 volte e non riesco proprio a vedere nulla. Ma se lo dice lui noi ci crediamo. Il pupetto è lungo 7 cm e la pupetta 6 cm. Scopriremo qualche giorno dopo che sono perfettamente sani, il test ha dato dei risultati ottimi e noi siamo tranquilli.

Il 19 gennaio (domenica scorsa) io e l’Uomo torniamo in pronto soccorso perchè le perdite continuano, e l’agitazione ormai era troppa. La carinissima dottoressa ci rassicura dicendo che i piccoli stanno benone (scalciano come matti, non stanno fermi un secondo), e purtroppo devo ancora spurgare sangue, quindi calma e gesso e ci teniamo le perdite. Il distacco c’è ancora anche se sta guarendo e mi raccomanda riposo assoluto.

Io sono chiusa in casa dell’Uomo dal primo gennaio, tra letto, divano e gabinetto, posso dire che non ne posso più, è snervante, stancante e frustrante. Sto aspettando che arrivi la parte “dolce” della famosa dolce attesa, perchè per adesso di dolce c’è stato veramente poco, tra la nausea, lo stomaco in rivoluzione, il riposo forzato, il mal di schiena e i brufoli.
Ma ora la panciotta sta crescendo a vista d’occhio, immagino che tra un po’ inizierò a sentire i due scalmanati del piano di sotto e non vedo l’ora. Quindi, questa è la mia avventura, direi che le sorprese, di ogni genere, non sono mancate. E adesso che vi ho svelato questo segreto, ci saranno un sacco di altre cose da raccontare, tanto siamo solo all’inizio (del quarto mese).

La vita e l’amore. L’amore.

Dicevamo, l’amore. Stavolta parto dall’inizio.

Questo è un pensiero che si è creato da solo, mentre ero in macchina e lasciavo la testa aperta disponibile per qualsiasi elucubrazione, ed è arrivata questa, senza nessun motivo particolare.
Mi è venuto in mente quel periodo dell’innamoramento quando pensi a una persona, e ti struggi chiedendoti se anche questa persona ti pensa, se le piaci, se mai le piacerai….
Quelle farfalle nello stomaco quando lui ti guarda, per la prima volta in modo diverso, e capisci che forse forse ma chissà… qualcosa potrebbe succedere, e anche quando ci pensi che sei lì da sola ti viene quel friccicorino, il cuore fa un tuffo in più e tu ti senti forte e insicura allo stesso tempo….
E poi qualcosa succede, un giorno o una sera vi trovate più vicini del solito e più da soli del solito, e finalmente arriva… il primo bacio, i primi brividi, e da lì ancora paure miste a euforia, paranoie miste a felicità incontenibile…. Come andrà? Come finirà? Richiamerà?
Ecco, tutto il pacchetto di emozioni collegate all’innamoramento, alla cotta, quelle emozioni che conosco e riconosco e di cui ho sempre avuto bisogno per sentirmi viva (e vegeta).
Bene, proprio quelle emozioni lì, ripensandoci, belle, bellissime, ma io non ne voglio più sapere mezza. Ecco l’ho detto. Bello bellissimo sentirsi viva, frizzante, euforica… Ma non ne voglio più sapere di dubbi, incertezze, struggimenti. Quello che io voglio adesso è la sicurezza, la serenità e se fosse possibile qualche certezza. L’amore per me adesso è questo. Quello che mi fa sentire viva è il pensiero di un futuro insieme, di costruire una famiglia e alimentarla con l’amore di entrambi. Eh, ohibò, ho a fianco a me la persona con cui voglio fare tutto questo. Ed ecco il friccicorino, l’ho provato anche lì mentre ero in macchina e mi è saltato questo pensiero in mente. Io, l’uomo che ho accanto in questo momento, lo voglio con me per tutto il resto della mia vita. E’ l’uomo con cui voglio vivere il futuro, non ne voglio nessun altro.
Pensa un po’. Forse sono cresciuta.

La vita e l’amore. La vita.

In questi giorni ho pensato un po’, e in particolare ho pensato a due cosette futili futili, così, che mi son passate per la mente e allora ci ho riflettutto.

La vita e l’amore. Due cosine da niente proprio.

La vita, tanto per cominciare.

Iniziamo da questo: a voi è mai capitato che la vita vi chiedesse il conto? O in altri termini, vi è mai capitato di trovarvi faccia a faccia con i vostri errori, o anche semplicemente le vostre scelte, e doverne rendere conto così che poi le cose per voi siano irrimediabilmente cambiate (e solitamente in peggio)?
Io ci ho pensato, e per quanto mi riguarda, la risposta al momento è “praticamente no”. Tirando un po’ le somme posso ammettere che in realtà sono sempre riuscita a farla franca, nonostante a volte sia stata veramente sul filo del rasoio. Eppure mi è sempre andata bene. Che in fondo è una grande fortuna, ma non posso fare a meno di sentirmi un po’ in colpa. Non so se sono stata brava io ad aggirare i problemi oppure sia stata una massiccia dose di involontaria faccia da culo, o culo e basta. Non lo so, però di sicuro so che non ho pagato il conto per un sacco di cose. E anzi, in alcuni casi ne ho tratto pure beneficio. Oh, mica che abbia ammazzato nessuno eh. Robette. Però mi sento come se dovessi stare all’erta perchè prima o poi il conto, o parte di esso, arriverà. Anche se c’è da dire che ormai si tratta di cose talmente passate che per quel che mi riguarda dovrebbero essere cadute in prescrizione.
E allora mi chiedevo quanti di noi (e con “noi” intendo “voi”) si sentono veramente in pari con la vita. O c’è chi si sente a credito e pensa che la vita gli debba indietro qualcosa? O chi come me invece pensa che prima o poi dovrà dare indietro un po’ di tutto quel che ha ricevuto un po’ aggratis e un po’ no?
Però oggettivamente eh. Nel senso che anche io vorrei avere più soldi e vorrei che questa vita mi permettesse di godermela un po’ di più, visto che mi faccio il culo da 13 anni praticamente per nulla, ma io non sto parlando di questo, non parlo di cose materiali, che alla fine forse tutti ne vorremmo un po’ di più (di quelle che già abbiamo). Insomma ci siamo capiti no?
Tutto ciò è poi scaturito da una cosa bellissima che mi ha scritto un’amica, una cosa proprio bella di quelle che non si sentono dire spesso. Mi sono commossa e mi sono sentita molto fortunata. Pure troppo.
E da lì, tutto il resto. Fico, quindi ero partita dalla fine, ma sicuramente mi avrete capita lo stesso.

E poi c’è l’amore.
Ma ho deciso proprio adesso di dedicargli un post diverso.