Gli ultimi due giorni

Perchè ovviamente quasi niente va mai come uno vorrebbe.
Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere questo post perchè ho dovuto mandare giù un boccone piuttosto amarognolo, venerdì scorso tutti i nostri piani di parto naturale eccetera eccetera sono saltati, non abbiamo avuto altra scelta che pianificare un cesareo. Che è esattamente l’ultima cosa che volevo.
Eppure, come dicevo, non c’è stata più scelta, ci avevamo creduto fino all’ultimo e poi invece nel giro di una mattinata allucinante tutto è cambiato. I cuccioli nasceranno giovedì 10 luglio, ovvero dopodomani. Quindi sono i miei ultimi due giorni in queste condizioni pietose, dobbiamo solo sperare che non decidano di rompere le acque o fare altro in questi due giorni, perchè domani è la giornata in cui mi dovrò dedicare a tutta la preparazione per l’intervento, tra iniezioni, pastiglie e altre cose poco simpatiche, in modo da arrivare a giovedì mattina nelle condizioni migliori per essere stagliuzzata.
E’ di certo la strada più sicura per tutti, oltre alle posizioni sbagliate in cui si trovano, tutti i medici mi hanno detto che sono veramente grossi per essere due (ormai dovremmo essere oltre i 3 kg per ciascuno) e che già quello bastava per sconsigliarmi un parto naturale, mi piace anche l’idea di sapere esattamente quando finirà la mia sofferenza (e non esagero, ormai è vera e propria sofferenza sotto tutti gli aspetti).
Ma una parte di me è ancora molto triste per non poter provare l’emozione di un parto, di essere io a farli nascere, ci avevo sperato (e creduto) così tanto che sapere che non sarebbe successo è stata una doccia fredda. Ma ora va meglio, e siamo pronti per accogliere questi due esserini che stanno proprio per arrivare, ormai è davvero solo questione di ore. I nostri giorni da coppia sono praticamente finiti, ormai stiamo per diventare una famiglia.

A termine

E siamo arrivati a luglio. Ci credevamo? Pochissimo. Ci speravamo? Tantissimo.
Luglio mi ha sempre portato belle cose, quindi ci tenevo che nascessero luglini, i pupi.
Ci considerano a termine, anche se il termine ufficiale sarebbe il 19 luglio, e per tutta la gravidanza siamo stati accompagnati dal mantra “sì ma i gemelli nascono prima”. Ecco, direi che possiamo tranquillamente smentire questa cosa che non si addice più al nostro caso. Siamo di quasi 38 settimane, molti bimbi “singoli” vengono al mondo in questo periodo o sono già venuti al mondo, noi invece continuiamo imperterriti a voler fare proprio tutte tutte le nostre 40 settimane di gestazione. Il ginecologo ci aveva dato come traguardo le 34 settimane.
A volte sembra arrivino segnali di sblocco, siamo anche andati a farci un giro in pronto soccorso settimana scorsa, dopo un giorno e una notte di dolori, fitte e contrazioni, ma niente. Tutto tace, tutto chiuso come neanche il centro storico di Modena la settimana di ferragosto.
Ora è veramente solo attesa. Guardo la mia pancia che continua a lievitare e penso che oggettivamente è una delle pance più enormi che abbia mai visto. I canotti che ho al posto dei piedi, le ginocchia doloranti, la schiena a pezzi e il baricentro completamente spostato fan sì che ormai i movimenti siano ridotti al minimo, dormo sul divano in sala da un mese ormai (e dormire è comunque un parolone) e anche solo fare due passi in giardino è un’impresa titanica. Dopo le mattinate passate in ospedale per i controlli (una a settimana ormai) torno a casa distrutta e mi ci vuole un giorno per riprendermi. Insomma, vita zero. O meglio, un grande, grosso standby nell’attesa di conoscere dal vivo questi due monellini di quasi 3 chili ciascuno che hanno già ampiamente dimostrato di avere i loro caratterini belli definiti e ben diversi uno dall’altra.
Al parto ci penso il giusto. Nel senso che tanto dovrà capitare, è decisamente un passaggio obbligatorio, quindi è inutile che mi fermi a pensare a come potrebbe o non potrebbe essere, quando sarà il momento lo vivremo e basta. Sono felice che tutte le infermiere e le ostetriche in ospedale mi stiano guidando e supportando molto nel mio progetto di parto naturale, sono tutte molto incoraggianti e mi ripetono che ce la faremo senza problemi. Io ci voglio credere con ogni molecola del mio corpo e mi racconto che non sarà così terribile come penso, e che comunque la soddisfazione di farcela io da sola mi ripagherà di ogni minuto di dolore o di qualunque cosa a cui andrò incontro.
Il viaggio sta finendo (grazie a Dio). E noi saremmo pronti a iniziare la nostra nuova vita di famiglia, quando volete voi ragazzi, vi aspettiamo.

40 giorni

Oggi è il 9 giugno, il che significa che mancano esattamente 40 giorni alla mia DPP (data prevista del parto).
E’ anche molto vero che le probabilità che i due ragazzini là sotto rimangano, appunto, là sotto fino al 19 luglio sono pressochè nulle. Quindi in pratica manca poco, molto poco. Tanto più che venerdì prossimo c’è luna piena, e si sa che con la luna piena o nuova i bimbi tendono ad uscire, anche se tutto sommato spero di no perchè preferirei restassero al calduccio ancora un pochino.
Come andiamo? Se il mio ginecologo non mi avesse tirato il pacco giovedì scorso lo saprei di preciso, e invece per dati certi devo aspettare domani. Quello che so io senza che me lo dica nessuno è che siamo ufficialmente entrati nel livello nonnepossopiù. Sono diventata oggettivamente enorme e non riesco più a fare un accidente di niente. Non cammino più, non mi piego più, non sto in piedi quasi più, non dormo più, spesso i dolori a qualsiasi cosa sono così forti che mi passo giornate intere sdraiata sul divano alzandomi solo per fare pipì (quindi 179 volte al giorno). I piedi sono tipo palloni Super Tele belli gonfi e le mani peggio, tanto che non piego quasi più le dita da un paio di settimane.
A casa, è tutto pronto. La valigia per l’ospedale prontissima, i lettini, i vestitini per il rientro a casa, fasciatoio, bagnetto… tutto.
E loro? I pupetti? Devo pensare per forza che stiano continuando a crescere, dato che la mia panza lievita a vista d’occhio ogni giorno di più, e si sono già fatti conoscere un po’ da tutti. Sono vivacissimi, ormai dormono veramente poco (poveri noi….) e tutto il giorno lo passano a fare capriole, salti, nuotate, e a prendersi a spintoni. Basta che qualcuno appoggi una mano sulla pancia e loro si fanno subito sentire (i parenti e amici sono felicissimi perchè sentono questi movimenti carini e coccolosi, io tiro dei cancheri perchè nel mentre ovviamente si agitano e mi calpestano senza pietà la vescica e l”intestino). Sono molto di compagnia, se io non dormo loro stanno svegli con me, mentre quando dormo non mi tengono sveglia con calci e pugni, dopo che hanno trovato la loro posizione si mettono buoni buoni e non li sento più fin che non mi sveglio.  L’unico problema è che sembra non si siano ancora girati, sono ancora podalici, e se non si girano alla svelta ci possiamo scordare un parto naturale. Ho paura che lo spazio per fare la manovra ormai sia poco, e questa è una delle cose che ci deve dire il ginecologo domani.
Insomma, ormai abbiamo già instaurato un certo rapporto, anche con il papà che alla sera si mette lì a chiaccherare con loro e loro rispondono con un sacco di feste…. soprattutto lei, ovviamente…. Cocca di papi!!
Ora non rimane che aspettare che decidano che è il momento di lasciare quel posto caldo e sicuro per venire qui fuori dove tutto è brutto e cattivo, io ho già scommesso, data la mia proverbiale fortuna, su come andranno le cose: avrò le contrazioni o mi si romperanno le acque di sera tardi, ovviamente una sera che giocherà l’Italia, arriverò in pronto soccorso e non mi cagherà nessuno perchè tutti vogliono guardare la partita, io dirò fino alla nausea che voglio provare un parto naturale e ancora nessuno mi cagherà perchè ci vuole troppo tempo, meglio un cesareo subito così tutti torniamo a vedere la partita.
Sono pronta a tutto, dopo questa gravidanza posso dire davvero che sono pronta praticamente a qualsiasi cosa.