Di cibo e foulards

Frammenti in ordine sparso dei sogni di stanotte.

Il buffet con la tipa che prepara piadine improbabili alla festa in campagna, fino a che non ne fa una con insalata e pomodoro che sembra estremamente deliziosa ma poi scoppia un temporale e scappiamo tutti.

In un locale molto fighetto aspettiamo il nostro turno per mangiare, la roba viene cotta direttamente ai tavoli, il mio panino lo sta cuocendo però un tizio in un altro tavolo, io da lontano vedo che lo sta tirando fuori dal fornetto e sta per portarmelo e sono gasatissima… Ma il sogno finisce lì.

Sono con un gruppo di persone che sembrano essere miei compagni di classe anche se siamo tutti adulti, stiamo salutando uno (particolarmente effeminato) che deve partire e ci saluta piangendo dicendo: “Vi prego fatelo per me, fate girare i miei foulard, metteteli voi e passateveli!” Io guardo una ragazza e dico “Posso astenermi??” E lei mi fa “Ma infatti, ma anche no!”

Sono in un giardino-parco dove c’è una specie di festa, sono vicina a due bimbette e arriva la loro mamma che mi chiede se sono andata a vedere dall’altra parte del giardino il bue che stanno facendo cuocere sullo spiedo. Dico “Oddio che orrore, no guarda io non mangio carne, la odio…” E poi chiedo alle bimbe se loro lo avevano visto e mi rispondono di sì e che aveva un aspetto molto saporito. Il sogno finisce con la mia faccia schifata.

E’ una settimana che ho iniziato la dieta (anzi no, si chiama Nuovo Regime Alimentare, dieta fa schifo), e a parte il tizio gay dei foulard che non ho capito bene cosa c’entrasse, ho come l’impressione che il mio subconscio stia cercando di dirmi che ha fame.

Acqui Calling

In questo post si parlerà di viaggi, e adesso tutti (e 2, al massimo 3, voi che leggete) starete pensando a un racconto sul viaggio a Boa Vista da cui sono tornata da un paio di settimane (e sono ancora tutta abbronzata, wow). E invece NO, non parlerò di questo, AHAH. Sul viaggio capoverdiano vi dirò solo che ho caricato un set carino su Flickr e che se siete curiosi potete dargli un’occhiata -> QUI.

Ma ora veniamo al tema vero del post, l’inquietudine di un viaggio che deve essere fatto. Mi spiego meglio, e inizio dal principio. La “storia” inizia un paio di mesi fa con un sogno, di quelli strani, di quelli miei soliti super dettagliati, che quando ti svegli resti un po’ così. Quella mattina in particolare, ero a casa e mi sono svegliata appunto un po’ così. Solo che non sapevo perchè, il sogno ancora non me lo ero ricordato. Sono andata sul divano, cercando di svegliarmi del tutto, e come sempre cazzeggio con il fonfon. Apro Instagram, così,senza neanche troppa attenzione, e la prima foto che vedo mi lascia di sasso. Ma molto di sasso, e mi blocco un attimo per capire del tipo “sogno o son desta”. La foto di per sè non me la ricordo, ma ricordo bene che era taggata #AcquiTerme. E da lì si è aperto nella mia testa uno squarcio (oddio, non in senso letterale, che schifo) che mi ha fatto ricordare perfettamente il sogno di pochi minuti prima, e permettetemi, a momenti cado dal divano.
Nel sogno c’eravamo io, l’Ing, Mauragio e consorte in una cittadina palesemente termale, che però non ricordavamo come si chiamasse. Nella mia testa pensavo “Eppure non è Abano…” Arriviamo davanti al municipio, un edificio bianco con su scritto Mvnicipio e sotto il nome della città: Acqui Terme. Oh, eravamo ad Acqui Terme, e dopo nel sogno cercavamo disperatamente un ristorante che facesse la prelibata specialità locale, i vermi fritti, e alla fine l’abbiamo trovato. Purtroppo mi son svegliata prima di assaggiarli quindi non chiedetemi come sono. Comunque, al di là dei vermi che non penso siano davvero una specialità del posto, voi direte Eh vabbè, che c’è di strano? C’è di strano che io Acqui Terme non l’avevo mai nemmeno sentita nominare, non avevo neanche idea di dove fosse, ho dovuto cercarla su Google.
Da quel giorno sono capitati un altro paio di episodi quantomeno strani, tipo apro Groupon per vedere che c’è di bello (niente come al solito…) e la PRIMA delle offerte viaggi è manco a dirlo, ad Acqui Terme. L’altra mattina mi alzo per vedere il Gran Premio verso le 9.30, la tivvì si accende su Rai Uno e c’è il TG. PRIMISSIME parole dell’annunciatrice: “Morto questa mattina ad Acqui Terme il famoso…….”. Ricado dal divano. Sto tizio non so nemmeno chi fosse, ma di tutti i posti nel mondo dove morire, proprio lì??
Al chè insomma, prendetemi pure per scema, ma io ad Acqui Terme ora ci DEVO andare. Stiamo organizzando infatti per l’ultimo weekend di novembre, alla fine il tipo della foto taggata su Instagram mi ha mandato qualche itinerario per le cose da fare/vedere lì ad Acqui, non sono molte ma ci verrà fuori un weekend carino, specie se ci abbineremo un bell’ingresso alle terme cittadine.
La domanda che mi turba però ora è: che vuole Acqui Terme da me? Che cosa ci devo andare a fare, esattamente? Perchè son due mesi che mi perseguita, dopo che per 32 anni ne ho ignorato l’esistenza? Forse si è offesa perchè sono andata a Porretta Terme, ad Abano Terme, a Salvarola Terme, e Acqui Terme nemmeno sapevo dov’era? Non lo so, ma lo scoprirò presto. Ovviamente è chiaro che io ci andrò e non succederà un accidente di niente, però lasciatemi nella mia inquietudine, che un po’ di suspence aumenta l’audience, si sa.