Socialcosa

L’altro giorno stavo per lasciare un commento a questo post di Checco, ma mentre pensavo a quello che dovevo scrivere mi son venute in mente talmente tante cose che ho preferito dedicare al suo articolo un post intero. Spero non se ne abbia a male. 😀
Ultimamente per varie ragioni mi sto ponendo spesso questa domanda, cioè quanto davvero sono social i cosiddetti Social Network. Mentre mi rendo conto che per le attività professionali sono davvero una risorsa inestimabile, mi sorge più di un dubbio quando si parla di relazioni e vita privata. Vedo gente che passa ore su Facebook e Instagram, scorrendo timelines continuamente per non perdersi nemmeno un aggiornamento delle persone che “segue”. Hanno diciottomila amici su Facebook ma scorrono una timeline dal divano. Fanno gli auguri di compleanno perchè è Facebook che te lo ricorda, e non puoi perdere l’occasione di lasciare la tua impronta sulla bacheca del festeggiato. Mettono like a foto di altri che vivono qualcosa, di bello, di brutto, di assolutamente normale, di assolutamente non interessante, e io dietro a quel like non capisco cosa ci sia: è davvero un “mi piace quello che vedo” o piuttosto un “sì ho visto che hai fatto, ti dò il contentino”, oppure “fanculo vorrei esserci io lì al tuo posto” o ancora “lo metto perchè lo hanno messo altre 386 persone e poi magari si pensa che non siamo più amici e gli sto tenedo il muso”?
Io non lo so che significato possa avere quel ditino all’insù (o cuoricino a seconda del social), ma questo tipo di interazioni a me sembra tutto fuorchè “social”.
Il gnocco con i ciccioli e la birra artigianale per degli amici seduti intorno a un tavolo, quello è social. O prendere l’occasione del compleanno di un amico (che Facebook gentilmente ti ricorda) per organizzare un’uscita, una serata o anche solo un aperitivo. O per fargli arrivare un pacchettino a sorpresa. Prendere un collega o due che ci stanno simpatici e andare in un parco con due cartoni di pizza a passare la pausa pranzo, invece che passarla da soli davanti al pc mangiando un panino e scorrendo la timeline di FB, controllare quanti like hanno preso le foto del nostro gatto, mettendo like a cazzum e commentando qualche post, sentendosi fighissimi perchè conosciamo e interagiamo davvero con un sacco di persone.

Socialnetworkamente

Mesi e mesi e mesi e mesi (basta) di silenzio per poi tornare con un post tecnologico. Credo, almeno, l’intento è quello, poi in cosa sfocierà lo scopriremo solo vivendo. Anzi, scrivendo.
Proprio oggi ho preso una decisione abbastanza drastica sull’abbandonare uno dei tanti social network (o presunti tali) a cui sono iscritta. E da qui mi è scaturita tutta una serie di riflessioni più o meno amene sul mio rapporto con i social, che già definirlo rapporto, alla luce di queste riflessioni, mi sembra un esagerato complimento.
Partiamo da oggi appunto, quando dopo due giorni di malfunzionamenti e bestemmie, ho deciso di mandare affanculo il fottuto FourSquare. Iniziamo proprio da questo.

Io&FourSquare: premetto subito che sono stata un’utente tremenda, nel senso che l’ho usato in tutti i modi più scorretti possibili, e qualcuno A CASO (Frate? Checco? Ancora in vacanza siete?) mi ha anche fatto notare che stavo diventando vagamente fastidiosa. Il discorso è: achemminchia serve 4SQ? Ognuno si risponde per conto suo. Dovrebbe essere un social dove la gente si scambia consigli sui luoghi, posti dove andare, e facendo il famoso check in questi luoghi guadagna punti e fa sapere al mondo (che indubbiamente ringrazia) dove si trova e cosa fa. Il tutto corredabile da commenti, foto, ricchi premi e cotillons. Il problema è che poi laggente lo usa male, ovvero aggiungendo posti improbabili solo per poterci fare il check in e guadagnare punti (semaforo, cuccia del cane, sbarra di via Landucci…..). Seguivo un utente che in casa sua si era aggiunto tutte le stanze (e oltre, visto che aveva fino a “Casa 45”, dubito avesse veramente 45 stanze). Io stessa ho seguito il flusso della gente che fa il check in non solo dove effettivamente “si trova”, ma anche solo dove passa in macchina. Ecco, sono una di quelle lì. In macchina vivo con il fonfon in mano e faccio check in ovunque. Vi chiedete a cosa serva? Rispondo: assolutamente a nulla, se non accumulare inutili punti e scalare una altrettanto inutile classifica.
Perchè mi sono rotta le balle? Perchè è l’applicazione più merdosa che abbia mai visto, il GPS non localizza mai esattamente dove sei e per interi giorni si pianta sul messaggio “Rilassati, troppi check in, nessun punto per check in fulminei” quando non ne ho fatti per oltre otto ore. Il giochino mi ha stufato, mi divertiva anche, ma l’app per utilizzarlo è indegna, quindi basta.

Io&Twitter: chevvelodicoaffà. Io su Twitter ci vivo, ed è l’unico con cui mantengo un vero rapporto. Io. Lui con me invece no. Dopo quasi 4 anni di tweet mi ritrovo a oggi con 157 followers, che è una vera schifezza, considerando che l’utente più ciofeca ne ha minimo 500 se non 1000. Il problema è che io non seguo chi non mi interessa, non ce la faccio proprio, e di conseguenza non c’è il famoso Follow Back. Poi forse non sarò abbastanza interessante, che ne so. Però a me piace e continua a piacermi, nonostante ormai sia pieno di vip e bimbiminkia, però il bello è che come la tivvù… Se non ti piace, non seguirlo. Punto. Con la mia cerchia ristretta di Followers e Following io ci sto bene, leggo quel che mi interessa e incontro gente interessante. Molto interessante.
E….. a proposito di cerchie….

Io&Google+: il social che doveva essere la risposta a Facebook l’ho atteso a lungo, e appena disponibile mi son fatta mandare l’invito per iscrivermi…. Quando non c’era ancora nemmeno un’anima. Cominciava anche a piacermi, se vogliamo, c’erano ampi margini di crescita ed ero curiosa. Mi sentivo un pioniere.
Poi, un bel giorno, Google mi sospende l’account perchè ha scoperto (ma toh) che ErgoSylar non è il mio vero nome, e per rimanere iscritta dovevo per forza palesarmi con il mio nome e cognome VERI. Coooosaaa?
Ho gentilmente risposto al sig. Google che io con le mie credenziali vere col cazzo che mi iscrivo, e quindi è stato bello ma anche no, e ciao. Qui finisce la mia avventura con G+, e il mio profilo è ancora sospeso. In pratica sono in esilio. Non so se tornerò.

Io&Pinterest: non ci facciamo mancare niente. Sono anche lì. Pinterest è un social di sole immagini, tra l’altro fatto molto bene, che serve a condividere e far girare immagini che ci piacciono divise su bacheche di argomenti. Molto simpatico se vi va di dare un’occhiata a un mucchio di nail art, scarpe, borse, paradisi tropicali, acconciature, tendenze moda e arredamento…. Un social che secondo le statistiche è frequentato prevalentemente da donne. Incredibile direi. Io non è che lo usi moltissimo, però l’app per il fonfon è bellissima e quando mi annoio mi piace andare a spulciare le bacheche che seguo.

Io&Facebook: niente da fare. L’amore non arriva. Ogni tanto ci vado a fare un giro (ovviamente sotto mentitissime spoglie), ma proprio gnafò. Mi annoio dopo 5 secondi. E poi la nuova grafica, ‘sto diario, mi rende impossibile capire chi ha scritto cosa e quando. Ce l’ho messa tutta, ma proprio io e il faccione non andiamo d’accordo. E mai, mai, mai e dico mai mi è venuto un puntino di voglia di condividerci sopra qualcosa. Mancomorta.
Ho però fatto una competition su FB, per vincere un mega viaggio (sè vabbè, come no), se vinco (sè vabbè, come no) dovrò spiegare che sono io quella con il nome farlocco che ha partecipato al concorso. Sarebbe un bel casino. Vuoi vedere che è l’unica volta al mondo che vinco? (sè vabbè, come no)

Io&LinkedIn: ecco, a me come social piace anche. E’ bellino, facilino da usare, ho trovato ex colleghi e amici, e secondo me è fatto bene, calcolando che è un social “professionale”, ovvero dove puoi spadellare tutta la tua carriera dalla scuola fino all’ultimo corso di taglio e cucito che hai fatto. Gli ho solo rilevato un piccolo difetto: è totalmente inutile. O perlomeno, non ho ancora riscontrato nessun tipo di utilità, il che poi è lo stesso. Ho dei colleghi che dicono che non potrebbero farne a meno per mantenere i contatti con fornitori e clienti, ma forse dipende da come lo usi. Per quel che mi riguarda ricevo solo un mucchio di inviti a seminari di cui non mi frega una emerita cippa e mail spammose che mi indicano lavori che potrebbero interessarmi come web designer. Da cosa credano che io sia web designer nessuno lo sa. Non lo sono, e nei miei skill è chiaramente indicato cosa sono. Per questo ho qualche dubbio sull’effettiva utilità, però è carino, quindi lo uso… diciamo con costanza. Anche dove costanza significhi costantemente ben una volta al mese.

Io&: Instagram, Path, Diaspora, Flickr: li ho messi tutti nello stesso mucchio perchè non so nemmeno se chiamarli proprio social, insomma. Diaspora non so nemmeno se esista più, ho provato a loggarmi qualche giorno fa ma ho completamente dimenticato sia username che password, Instagram lo uso spesso e ci carico un po’ di foto, ma più che altro mi piace guardare quelle degli altri, Flickr lo sto provando ma non so se è proprio quello che cercavo, va bene per qualche album di foto ma non so. Path è un’altra app molto molto bellina da vedere ma anche qui….. E’ un po’ ridondante, in pratica sarebbe un flusso temporale di quello che stai facendo, compreso dormire, che quindi comprende un po’ di Twitter (per scrivere quello che stai pensando), un po’ Instagram (perchè ci carichi le foto), un po’ FourSquare (con la geolocalizzazione fai sapere dove sei) e un po’ Facebook (puoi mettere i “Mi Piace” a quello che la gente posta). E poi non c’è molta gente, quindi ok network, ma non molto social.

Direi di averci messo tutto.
Non ditemi che manca WordPress perchè non lo considero un social, e poi il rapporto che ho con lui direi che è molto chiaro a tutti, soprattutto dopo un silenzio di più di due mesi senza leggere, scrivere o commentare nessun articolo (mio o vostro che sia). Quindi.
Alla fine mi sembra che il post sia rimasto piuttosto tecnico e serio, ma tanto adesso faccio come Will Smith in Men In Black, vi sparaflasho e in un attimo cancello dal vostro cervello tutte queste informazioni per sostituirle con un unico, solo concetto:

PASSERO’ IL MIO COMPLEANNO A LONDRA!!!!
Yuuuhuuuuuuu!!!