In viaggio: vado un attimo in Sardegna e poi torno

Nel post su Londra, un anno fa, ho scritto che non è mai facile parlare di Londra. In realtà scrivo talmente poco sul blog ormai che quel post di un anno fa è qui sotto di appena 4 o 5 post. Comunque, dicevo, scrivere di Londra non è mai facile, ma più in generale penso che non sia mai facile scrivere di un viaggio. Un viaggio, quando è fatto bene, ti cambia. Quando torni, che tu sia stato via un anno, un mese, o una settimana, non sei più quello che eri prima. A volte totalmente, a volte in minima parte, ma come dice qualcuno a me caro, è il ritorno che dà senso al viaggio.
E insomma, sono qui che devo scrivere di un viaggio e non so bene come farlo. Devo proprio farlo però, e devo farlo proprio qui perchè in qualche modo questo viaggio è partito da qui, è nato da parole scritte su questo blog e c’entra qualcuno che per questo blog è importante.

Adesso vorrei raccontarlo senza essere melensa, che mi hanno già accusato in loco di essere troppo sentimentale e sono stata già presa in giro il giusto, là c’era la scusa del mirto, qui scuse non ne ho e uffa, cercherò di essere obiettiva e basta.
Allora, per prima cosa, la persona grazie alla quale tutto ciò è stato possibile, è questa:

Nonostante io e Rob siamo amici di blog da 7 e passa anni, ci siamo poi resi conto che l’idea iniziale è venuta fuori su Instagram, peraltro commentando una foto di Stepho!

Da qui, sono iniziate una serie di mail e strategie logistiche che per farla breve ci hanno portato ad organizzare un weekend in quel di Cagliari, ovviamente di tutti i weekend dell’Universo tra cui scegliere noi senza saperlo abbiamo preso lo stesso scelto anche dal Papa, che era a Cagliari pure lui.

A parte le difficoltà a trovare una stanza a causa appunto della visita importante, questa cosa è stata anche simpatica perchè ci ha permesso di vedere Cagliari in una veste abbastanza inedita, la sera prima dell’arrivo del Papa, con tutte le transenne e palchi ovunque, e le strade sgombrate dalle auto parcheggiate nonchè tirate a lucido magistralmente.
Comunque, a parte la città, che mi è piaciuta un casino, il nostro Cicerone ci ha portato in un paio di spiagge splendide, ci siamo fatti dei bagni infiniti e nel frattempo siamo stati adottati dai padroni del B&B dove dormivamo, una coppia di simpatici signori sessantenni che ci ha trattato esattamente come fossimo figli loro.

    

Il viaggio è durato praticamente solo 48 ore, abbiamo concentrato tutto il più possibile ed è stato tutto perfetto, l’unico vero problema è che per recuperare la stanchezza accumulata ci ho messo circa una settimana, ma questo è un problema mio e della mia evidente vecchitudine.
Dato che non devo essere melensa non dirò nulla su quanto sia stato bello conoscere dal vivo lo zio Bob storico del mio blog, nè su quante volte gli ho detto (e ancora dovrei dirgli) Grazie per tutto quello che ha fatto per noi, o su quanto è stato particolare/strano/curioso/bello trovare una persona che nonostante sia la prima volta che la vedi sappia in realtà praticamente tutto di te, e neanche su come è stato bello scoprire finalmente quanto è stupenda la Sardegna. No, non dirò proprio niente di tutto questo (:D), e nonostante sia stato davvero un viaggio corto devo dire che è stato uno di quelli da cui sono tornata a casa con più ricordi ed emozioni (e anche una dipendenza da mirto che non so come curare, ma vabbè).
E per chiudere il cerchio, l’avventura è finita proprio da dove era cominciata: su Instagram!