Come fate?

Io lo vorrei sapere davvero: come fate??

Come fate voi mamme che avete figli coetanei dei miei che postate foto dei vostri bimbi che ridono allegri e sguaiati tra le onde del mare? Che pubblicate foto del vostro aperitivo in spiaggia con commento “Relax”? Che vi fate selfie sul lungomare di sera insieme ai vostri amici e siete tutte truccate e pettinate bene?
Spiegatemi come cazzo fate, vi prego.

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#MeetMark: the people…

…e altre cose che mi hanno davvero, ma davvero stupito di questo viaggio.

Avevo (più o meno) pianificato tutto nei dettagli, prima di partire. Voli, navette, autobus, taxi and so on. Però c’è stata una cosa che non avevo preso in considerazione, nella mia organizzazione, e veramente mai mi sarebbe venuto in mente di considerarla, prima: le persone.

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#MeetMark: the day I met Mark

Sarebbe stato fantastico se fossi riuscita ad aggiornare il blog in tempo reale durante il viaggio… Ovviamente non è stato possibile, e ora un po’ alla volta proverò a fare ordine tra i pensieri e (soprattutto) i ricordi per cercare di immortalarli anche qui.

Non ho idea di come poter scrivere di quella giornata. Ci sono così tante cose che non vorrei dimenticare che davvero non so proprio come scriverne. L’incontro con Mark in primis, ovviamente, ma poi le persone, il clima, i luoghi….Credo che dividerò la cosa in capitoli, perchè se dovessi scrivere tutto in un solo post ne verrebbe fuori un romanzo, e qualcuno potrebbe anche giustamente mandarmi un po’ a quel paese. Proviamo così.

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#MeetMark work in progress: -6

Siamo a -6 giorni alla partenza, e tutto cambia e si evolve molto in fretta.
Per prima cosa ieri sera ho comprato uno zaino. Uno di quelli seri, che poi in realtà sarebbe uno zaino porta pc, ma si può usare per piccoli viaggi e ha le misure giuste per fare da bagaglio a mano. Perchè questo è un viaggio da fare zaino in spalla, non posso pensare di trascinarmi dietro il mio (bellissimo stupendo) trolley fucsia in questa circostanza.
Poi, altro aggiornamento dell’ultimo momento, la mia amica inglese purtroppo non riuscirà a venire a trovarmi, quindi non ci incontreremo neanche stavolta e soprattutto io avrò tutta la serata libera. Quindi la decisione finale è stata quella di non voler passare tutta la notte (ed eventualmente anche la serata!) in aeroporto, e così ho prenotato una stanza in una bellissima mansion a 5 minuti dall’aeroporto in modo da potermi fare una doccia e magari anche dormire un po’ in vista della lunga giornata in viaggio di venerdì. Stanza ovviamente comprensiva di wifi gratuito, che sta cosa del wifi è fondamentale in questo viaggio perchè sennò come cavolo faccio a intasare Twitter e Instagram di foto mie insieme a Mark??

Tra parentesi ho bisogno di trovare un modo per rilassarmi. Questa cosa mi sta tenendo sveglia la notte e già quando mi alzo sono tesa come una corda di violino. Se vado avanti così arrivo in UK con l’esaurimento nervoso. Consigli? Tisane rilassanti? Aromaterapia? Valium?

My journey to #MeetMark

Come tutte le cose belle e importanti, anche questa è nata per caso. Un’idea che viene così, da un input che non ti aspetti, l’ultima volta è stato un commento su Instagram, questa volta è stato un tweet. Un tweet tra i migliaia che scorro ogni giorno, un tweet simile a tanti altri che avevo già letto: Mark che presenta il suo libro in un posto, di solito è in qualche libreria, questa volta è in un hotel, un resort piuttosto lussuoso in una cittadina dal nome mai sentito e che non ho idea di come si pronunci nel sud del Galles, Chepstow.
L’anno scorso, all’uscita del suo libro (che possiedo ovviamente in n.2 copie autografate ottenute sul suo sito ufficiale, in versione australiana e inglese) questi incontri di presentazione con relativa sessione di foto e autografi erano frequentissimi, tutti a Londra e dintorni, e nonostante per ognuno di essi abbia pensato a quanto sarebbe stato bello (e pazzo) andarci, il pensiero non è mai andato oltre a questo.

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