Ciao

Un’immagine: una foto a mezzobusto alta circa 10 centimetri, non so se ritagliata da un giornale o stampata da Internet, incollata su un cartoncino con la base piegata per farla stare in piedi.
Le risate che questa cosa scatenava in ufficio. Era un regalo delle mie amiche per prendermi in giro per una delle mie solite incomprensibili passioni. Effettivamente quel mezzobusto sorridente vicino al monitor faceva davvero ridere, un po’ per la grossolanità dell’oggetto (anche ritagliato male) e un po’ per il soggetto, non esattamente il tipico sex symbol di cui avere foto sulla scrivania.

In questa immagine c’è tutto l’affetto che avevo per te, ti ho voluto bene, ti ho ammirato e mi sei sempre piaciuto in tutto quello che hai fatto, e sognavo di conoscerti di persona.
Non è una cosa che faccio d’abitudine in questi casi, ma a te lo dovevo.
Semplicemente non riesco a credere che tu non ci sia più.
Ciao Fabrizio, mancherai tanto.

“Questo non è morire, questo è andarsene con stile.”

Argh!

Dramma.
Dramma.
Dramma.

Oggi ho aperto OBlezio e non mi piace più. Mi son rotta delle mille bolle blu e dei colori, di come appaiono i post e i commenti.
Insomma, mi fa cacare.
Questo apre il dramma della ricerca di un nuovo template, cosa che non avevo più la minima intenzione di fare nella mia vita.
Ma come si dice su Twitter….. #einvece.

Ciao, inizia la ricerca. Se vedete OBlezio in modo strano prossimamente sapete già perchè. La sua padrona c’ha le turbe.