#MeetMark: the day I met Mark

Sarebbe stato fantastico se fossi riuscita ad aggiornare il blog in tempo reale durante il viaggio… Ovviamente non è stato possibile, e ora un po’ alla volta proverò a fare ordine tra i pensieri e (soprattutto) i ricordi per cercare di immortalarli anche qui.

Non ho idea di come poter scrivere di quella giornata. Ci sono così tante cose che non vorrei dimenticare che davvero non so proprio come scriverne. L’incontro con Mark in primis, ovviamente, ma poi le persone, il clima, i luoghi….Credo che dividerò la cosa in capitoli, perchè se dovessi scrivere tutto in un solo post ne verrebbe fuori un romanzo, e qualcuno potrebbe anche giustamente mandarmi un po’ a quel paese. Proviamo così.

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My journey to #MeetMark

Come tutte le cose belle e importanti, anche questa è nata per caso. Un’idea che viene così, da un input che non ti aspetti, l’ultima volta è stato un commento su Instagram, questa volta è stato un tweet. Un tweet tra i migliaia che scorro ogni giorno, un tweet simile a tanti altri che avevo già letto: Mark che presenta il suo libro in un posto, di solito è in qualche libreria, questa volta è in un hotel, un resort piuttosto lussuoso in una cittadina dal nome mai sentito e che non ho idea di come si pronunci nel sud del Galles, Chepstow.
L’anno scorso, all’uscita del suo libro (che possiedo ovviamente in n.2 copie autografate ottenute sul suo sito ufficiale, in versione australiana e inglese) questi incontri di presentazione con relativa sessione di foto e autografi erano frequentissimi, tutti a Londra e dintorni, e nonostante per ognuno di essi abbia pensato a quanto sarebbe stato bello (e pazzo) andarci, il pensiero non è mai andato oltre a questo.

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