A termine

E siamo arrivati a luglio. Ci credevamo? Pochissimo. Ci speravamo? Tantissimo.
Luglio mi ha sempre portato belle cose, quindi ci tenevo che nascessero luglini, i pupi.
Ci considerano a termine, anche se il termine ufficiale sarebbe il 19 luglio, e per tutta la gravidanza siamo stati accompagnati dal mantra “sì ma i gemelli nascono prima”. Ecco, direi che possiamo tranquillamente smentire questa cosa che non si addice più al nostro caso. Siamo di quasi 38 settimane, molti bimbi “singoli” vengono al mondo in questo periodo o sono già venuti al mondo, noi invece continuiamo imperterriti a voler fare proprio tutte tutte le nostre 40 settimane di gestazione. Il ginecologo ci aveva dato come traguardo le 34 settimane.
A volte sembra arrivino segnali di sblocco, siamo anche andati a farci un giro in pronto soccorso settimana scorsa, dopo un giorno e una notte di dolori, fitte e contrazioni, ma niente. Tutto tace, tutto chiuso come neanche il centro storico di Modena la settimana di ferragosto.
Ora è veramente solo attesa. Guardo la mia pancia che continua a lievitare e penso che oggettivamente è una delle pance più enormi che abbia mai visto. I canotti che ho al posto dei piedi, le ginocchia doloranti, la schiena a pezzi e il baricentro completamente spostato fan sì che ormai i movimenti siano ridotti al minimo, dormo sul divano in sala da un mese ormai (e dormire è comunque un parolone) e anche solo fare due passi in giardino è un’impresa titanica. Dopo le mattinate passate in ospedale per i controlli (una a settimana ormai) torno a casa distrutta e mi ci vuole un giorno per riprendermi. Insomma, vita zero. O meglio, un grande, grosso standby nell’attesa di conoscere dal vivo questi due monellini di quasi 3 chili ciascuno che hanno già ampiamente dimostrato di avere i loro caratterini belli definiti e ben diversi uno dall’altra.
Al parto ci penso il giusto. Nel senso che tanto dovrà capitare, è decisamente un passaggio obbligatorio, quindi è inutile che mi fermi a pensare a come potrebbe o non potrebbe essere, quando sarà il momento lo vivremo e basta. Sono felice che tutte le infermiere e le ostetriche in ospedale mi stiano guidando e supportando molto nel mio progetto di parto naturale, sono tutte molto incoraggianti e mi ripetono che ce la faremo senza problemi. Io ci voglio credere con ogni molecola del mio corpo e mi racconto che non sarà così terribile come penso, e che comunque la soddisfazione di farcela io da sola mi ripagherà di ogni minuto di dolore o di qualunque cosa a cui andrò incontro.
Il viaggio sta finendo (grazie a Dio). E noi saremmo pronti a iniziare la nostra nuova vita di famiglia, quando volete voi ragazzi, vi aspettiamo.

Quattro mesi

Oggi terminiamo il quarto mese, diggià.
Nonostante si consideri la ventesima settimana come giro di boa di una gravidanza, sono molto consapevole che la mia potrebbe durare assai meno, e quindi io mi considero già al giro di boa, sono già a metà.
Dato che qui le cose continuano sempre allo stesso modo, ovvero giornate quasi sì e giornate molto molto no,  avrei un messaggino per i due inquilini del piano di sotto:
Ragazzi miei, dalle dimensioni della mia pancia presumo stiate crescendo, suppongo che anche le fitte che mi svegliano di notte siate sempre voi che allargate la vostra casetta, che ormai siete una quindicina di centimetri ciascuno e capisco che dobbiate farvi spazio, però oltre a tutte queste cose poco carine che mi fate (e di cui poi parlerò in un post apposito, che di cose ce ne sono che di più non si può) sarebbe anche ora che faceste qualcosa per rassicurare la vostra mamma e il vostro papà, tipo per esempio farvi sentire, iniziare (delicatamente se possibile) a far percepire la vostra presenza, giusto per farci sapere che siete lì e continuate a ballare e calciare come nelle ultime ecografie. Sarebbe ora, e noi attendiamo con ansia.
Ah e poi un’altra cosa. Sono disposta a sopportare tutte le fitte e i tiramenti che volete se promettete che vi costruirete una casetta grande e confortevole e che ci starete dentro il più possibile, per me va bene anche di più di 40 settimane, anche a costo di diventare una balenottera azzurra spiaggiata sul divano o sul letto che ha bisogno di una gru per sollevarsi. Davvero, penso di poterlo sopportare, ma voi per favore state lì dentro fin che potete, che poi qui fuori non è che sia tutto sto granchè, non abbiate fretta, godetevela al calduccio il più possibile, che poi una volta fuori non si può tornare indietro (e per fortuna, santoddio, vorrei vedere in che modo). Tutto qui, insomma, prendetevela comoda. Noi intanto ci prepariamo in modo da darvi un benvenuto decente, siamo due novellini, proprio come voi, facciamo tutti del nostro meglio, ok?

Di come ti sa stupire la vita

L’ultimo post risale veramente a tanto tempo fa… Sono successe mooolte cose da allora. Era da un sacco che volevo scrivere questo post e adesso finalmente ci siamo. Circa un annetto fa, a febbraio se non sbaglio, ho scritto un post sul fatto che stavo intraprendendo un nuovo percorso e che avrei lasciato che la vita mi stupisse. Ebbene, l’ha fatto, e lo sta facendo, in molti modi. Ora vi dico come.

Il 7 novembre 2013, alle 22.45, la vita mi stupisce con un test di gravidanza positivo. La sorpresa è stata nel fatto che sia capitato esattamente il primo mese di vera e ufficiale ricerca, che poi alla fine è successo talmente subito che anche chiamarla ricerca non è esatto, diciamo il primo tentativo. Colpita e affondata. A questo test ne sono seguiti altri due, tutti estremamente positivi, tra cui un Clear Blue Digital che mi ha sentenziato “Incinta 2-3”. Fatta!

Il 22 novembre, venerdì,  arrivano gli esiti degli esami del sangue che confermano la gravidanza. La sorpresa questa volta è il valore delle Beta Hcg, l’ormone della gravidanza, che è estremamente più alto di quanto mi aspettassi. Circa del doppio………. Un pensiero inizia a farsi strada nelle nostre menti, ma è così assurdo che ci pensiamo il giusto, e aspettiamo la prima ecografia.

Il 25 novembre, la vita ci stupisce di nuovo, e stavolta in grande stile. Tutto cambia nell’istante in cui il ginecologo appoggia (dovrei dire infila, ma non sta bene) l’ecografo e la prima immagine arriva sul monitor. Ci sono due camerine gestazionali, non c’è dubbio, sono proprio due. Ci guardiamo meglio, e in pochissimo scopriamo che ogni camerina è abitata da un cuoricino pulsante di ben 3 mm. Sono due cuoricini, e per la prima volta dal test positivo scendono le lacrime di gioia.
Non dimenticherò mai il momento in cui ho visto pulsare il secondo cuoricino. In un istante ho sentito su di me tutto il peso e la responsabilità del mondo intero, come se tutta la vita dell’universo dipendesse da me, e io sono convinta che è stato in quel preciso istante che sono diventata una mamma.

A fine novembre ce ne andiamo ad Acqui Terme sapendo che siamo in 4 e non più in 2, ad Acqui come previsto non ho trovato nessuna rivelazione sconvolgente, però sono inziate le nausee, che non mi hanno più abbandonato nemmeno un giorno fino al 30 di dicembre. Discretamente devastante, ma nel frattempo abbiamo fatto altre due ecografie che ci hanno confermato che i cuccioli crescevano benissimo e tutto procedeva benone.

Il primo gennaio 2014 la vita ci stupisce di nuovo, stavolta non in modo positivo. Vado in bagno e scopro che sto sanguinando. Proprio nel momento in cui stavamo uscendo dai pericoli del primo trimestre e anche le nausee stavano andando meglio, arriva questa botta. Corriamo al pronto soccorso, io in preda al panico totale, e da qui la vita cambia di nuovo. I cuccioli stanno bene, ma uno dei due ha un distacco della placenta, ed è quello che sanguina. Mi prescrivono progesterone, bere tanta acqua e assoluto riposo. Chiamando poi la mia dottoressa scopro che non tornerò a lavorare, e il mio ginecologo mi conferma che non rientrerò più in ufficio, sono in maternità anticipata a partire dal 13 gennaio.

Il 9 gennaio, durante l’ecografia per la translucenza nucale (l’esame per vedere che non ci siano anomalie genetiche), il professorone che ce la sta facendo se ne esce proclamando che “Sono un maschietto e una femminuccia”. Non ho idea da dove l’abbia visto, ho riguardato il dvd dell’eco almeno 10 volte e non riesco proprio a vedere nulla. Ma se lo dice lui noi ci crediamo. Il pupetto è lungo 7 cm e la pupetta 6 cm. Scopriremo qualche giorno dopo che sono perfettamente sani, il test ha dato dei risultati ottimi e noi siamo tranquilli.

Il 19 gennaio (domenica scorsa) io e l’Uomo torniamo in pronto soccorso perchè le perdite continuano, e l’agitazione ormai era troppa. La carinissima dottoressa ci rassicura dicendo che i piccoli stanno benone (scalciano come matti, non stanno fermi un secondo), e purtroppo devo ancora spurgare sangue, quindi calma e gesso e ci teniamo le perdite. Il distacco c’è ancora anche se sta guarendo e mi raccomanda riposo assoluto.

Io sono chiusa in casa dell’Uomo dal primo gennaio, tra letto, divano e gabinetto, posso dire che non ne posso più, è snervante, stancante e frustrante. Sto aspettando che arrivi la parte “dolce” della famosa dolce attesa, perchè per adesso di dolce c’è stato veramente poco, tra la nausea, lo stomaco in rivoluzione, il riposo forzato, il mal di schiena e i brufoli.
Ma ora la panciotta sta crescendo a vista d’occhio, immagino che tra un po’ inizierò a sentire i due scalmanati del piano di sotto e non vedo l’ora. Quindi, questa è la mia avventura, direi che le sorprese, di ogni genere, non sono mancate. E adesso che vi ho svelato questo segreto, ci saranno un sacco di altre cose da raccontare, tanto siamo solo all’inizio (del quarto mese).