La felicità di Elton John 

Voglio molto bene a Elton John. Nel senso che gli sono proprio affezionata, lo ascolto da quando ho memoria, le prime parole inglesi che ho imparato sono i testi delle sue canzoni, la sua voce è qualcosa che mi rassicura, che mi fa sentire a casa, a mio agio, qualcosa che è una parte di me, tipo parte della famiglia. 

Sapere che Elton John è felice rende molto felice anche me. Cioè sapere che lui e il suo compagno vivono felici con i loro bambini, che era il sogno della sua vita, a me fa stare bene. Mi mette davvero serenità. E ho realizzato che la felicità di Elton John dovrebbe essere la felicità di tutti, chissenefrega del modo in cui la si raggiunge o con chi, è bellissimo che le persone a cui vogliamo bene siano felici. Per i miei figli spero la stessa cosa, che siano felici, e li appoggerò in qualunque cosa (basta che sia legale) e in qualunque momento per vederli raggiungere la felicità, un po’ come è stato per Elton John.

Quattro anni

Quattro anni fa era sabato. Io ero agitatissima perchè la sera ti avrei visto da solo (alleluja alleluja!), niente di che, una birra e un film a casa mia. Non avevo idea di cosa sarebbe successo, anzi, ero molto convinta che non sarebbe successo proprio niente di niente, a parte la birra e il film. E invece qualcosa è successo, il nostro primo imbarazzatissimo bacio e i primi abbracci.
Da lì è iniziato tutto, abbiamo iniziato ad incastrare le nostre vite, cosa che non sempre è stata facile dato quanto diversi eravamo, ma un po’ per volta abbiamo trovato la nostra strada, perchè era la cosa che volevamo di più e per averla ci siamo impegnati tanto, e ne è valsa la pena ogni singolo minuto.
Sapevo già che persona stupenda eri, ma più ti ho conosciuto e più sono stata convinta della fortuna incredibile che ho avuto quando sei entrato nella mia vita, perchè con te è tutto bello, anche i momenti peggiori, tipo ieri sera, che a essere romantici, carini e coccolosi son capaci tutti, ma iniziare i festeggiamenti per il nostro anniversario tenendomi la bacinella mentre vomito anche l’anima seduta sul gabinetto… no, non è proprio da tutti.
E tu per me ci sei sempre, nei momenti bellissimi e in quelli bruttissimi, sei diventato la mia roccia, e sarà scontato ma non ho un dubbio al mondo che tu sia la sola ed unica persona con cui desidero costruire la mia nuova famiglia, quest’anno festeggiamo quattro anni insieme e siamo già in quattro, ecco dove ci ha portato il nostro amore. Buon anniversario amore mio, anzi, buon tergiversario, l’ultimo che festeggeremo da soli, il primo della nosta vita tutta nuova.

La vita e l’amore. L’amore.

Dicevamo, l’amore. Stavolta parto dall’inizio.

Questo è un pensiero che si è creato da solo, mentre ero in macchina e lasciavo la testa aperta disponibile per qualsiasi elucubrazione, ed è arrivata questa, senza nessun motivo particolare.
Mi è venuto in mente quel periodo dell’innamoramento quando pensi a una persona, e ti struggi chiedendoti se anche questa persona ti pensa, se le piaci, se mai le piacerai….
Quelle farfalle nello stomaco quando lui ti guarda, per la prima volta in modo diverso, e capisci che forse forse ma chissà… qualcosa potrebbe succedere, e anche quando ci pensi che sei lì da sola ti viene quel friccicorino, il cuore fa un tuffo in più e tu ti senti forte e insicura allo stesso tempo….
E poi qualcosa succede, un giorno o una sera vi trovate più vicini del solito e più da soli del solito, e finalmente arriva… il primo bacio, i primi brividi, e da lì ancora paure miste a euforia, paranoie miste a felicità incontenibile…. Come andrà? Come finirà? Richiamerà?
Ecco, tutto il pacchetto di emozioni collegate all’innamoramento, alla cotta, quelle emozioni che conosco e riconosco e di cui ho sempre avuto bisogno per sentirmi viva (e vegeta).
Bene, proprio quelle emozioni lì, ripensandoci, belle, bellissime, ma io non ne voglio più sapere mezza. Ecco l’ho detto. Bello bellissimo sentirsi viva, frizzante, euforica… Ma non ne voglio più sapere di dubbi, incertezze, struggimenti. Quello che io voglio adesso è la sicurezza, la serenità e se fosse possibile qualche certezza. L’amore per me adesso è questo. Quello che mi fa sentire viva è il pensiero di un futuro insieme, di costruire una famiglia e alimentarla con l’amore di entrambi. Eh, ohibò, ho a fianco a me la persona con cui voglio fare tutto questo. Ed ecco il friccicorino, l’ho provato anche lì mentre ero in macchina e mi è saltato questo pensiero in mente. Io, l’uomo che ho accanto in questo momento, lo voglio con me per tutto il resto della mia vita. E’ l’uomo con cui voglio vivere il futuro, non ne voglio nessun altro.
Pensa un po’. Forse sono cresciuta.

La vita e l’amore. La vita.

In questi giorni ho pensato un po’, e in particolare ho pensato a due cosette futili futili, così, che mi son passate per la mente e allora ci ho riflettutto.

La vita e l’amore. Due cosine da niente proprio.

La vita, tanto per cominciare.

Iniziamo da questo: a voi è mai capitato che la vita vi chiedesse il conto? O in altri termini, vi è mai capitato di trovarvi faccia a faccia con i vostri errori, o anche semplicemente le vostre scelte, e doverne rendere conto così che poi le cose per voi siano irrimediabilmente cambiate (e solitamente in peggio)?
Io ci ho pensato, e per quanto mi riguarda, la risposta al momento è “praticamente no”. Tirando un po’ le somme posso ammettere che in realtà sono sempre riuscita a farla franca, nonostante a volte sia stata veramente sul filo del rasoio. Eppure mi è sempre andata bene. Che in fondo è una grande fortuna, ma non posso fare a meno di sentirmi un po’ in colpa. Non so se sono stata brava io ad aggirare i problemi oppure sia stata una massiccia dose di involontaria faccia da culo, o culo e basta. Non lo so, però di sicuro so che non ho pagato il conto per un sacco di cose. E anzi, in alcuni casi ne ho tratto pure beneficio. Oh, mica che abbia ammazzato nessuno eh. Robette. Però mi sento come se dovessi stare all’erta perchè prima o poi il conto, o parte di esso, arriverà. Anche se c’è da dire che ormai si tratta di cose talmente passate che per quel che mi riguarda dovrebbero essere cadute in prescrizione.
E allora mi chiedevo quanti di noi (e con “noi” intendo “voi”) si sentono veramente in pari con la vita. O c’è chi si sente a credito e pensa che la vita gli debba indietro qualcosa? O chi come me invece pensa che prima o poi dovrà dare indietro un po’ di tutto quel che ha ricevuto un po’ aggratis e un po’ no?
Però oggettivamente eh. Nel senso che anche io vorrei avere più soldi e vorrei che questa vita mi permettesse di godermela un po’ di più, visto che mi faccio il culo da 13 anni praticamente per nulla, ma io non sto parlando di questo, non parlo di cose materiali, che alla fine forse tutti ne vorremmo un po’ di più (di quelle che già abbiamo). Insomma ci siamo capiti no?
Tutto ciò è poi scaturito da una cosa bellissima che mi ha scritto un’amica, una cosa proprio bella di quelle che non si sentono dire spesso. Mi sono commossa e mi sono sentita molto fortunata. Pure troppo.
E da lì, tutto il resto. Fico, quindi ero partita dalla fine, ma sicuramente mi avrete capita lo stesso.

E poi c’è l’amore.
Ma ho deciso proprio adesso di dedicargli un post diverso.