Stupore e… tremori

Mi tocca prendere in prestito il titolo di un best seller (stupendo) di Amélie Nothomb perchè è proprio quello di cui parlerò in questo post, anche se io mi sarei volentieri limitata agli stupori.
Partiamo proprio dallo stupore, in particolare quello di giovedì sera, la serata della presentazione degli ultimi lavori di Serena Dandini e del mio unico, grande idolo letterario: Niccolò Ammaniti.
Pensavo che sarebbe stata la Dandini a intervistarlo e invece anche lei presentava il suo libro, e praticamente è stata una esilarante chiaccherata tra loro tra citazioni, racconti e ricordi. La Serena è una vera signora, sapevatelo.
Elegante, discreta, simpatica, intelligente, ironica, poche parole dosate sempre benissimo, mai inappropriata. Stupenda, semplicemente.
Niccolò si è presentato con 4 spritz sul groppone e probabilmente con la maglietta più frusta che aveva.
Ad ogni domanda che il moderatore gli faceva parlava per 40 minuti, con il suo fare calmo e sornione, tagliente come un bisturi. Voce bassa e cadenza lenta, con un sacco di gesti di imbarazzo (si sarà strusciato la faccia almeno 200 volte) che fanno trasparire la timidezza ma nello stesso tempo anche un incasinatissimo mondo interiore che è poi quello che lui riesce a far esplodere in modo divino nei suoi libri e i suoi racconti.
E’ stato un incanto, punto. Non avevo visto molti suoi interventi, perchè i suoi libri mi piace vivermeli da sola senza sentirne parlare da altri, ma mi ha totalmente conquistata. Alla fine mi sono anche fatta convincere e sono andata a farmi firmare il libro. Non ero molto del parere perchè fosse stato per me gliene avrei fatto firmare un altro (o tutti), e non solo questo ultimo che ha presentato. Però gliel’ho chiesto, e mi ha detto che lo soddisfa autografare questo perchè racchiude un po’ tutti i suoi ultimi 20 anni, quindi pensa che lo rappresenti bene. Parole sue, e a me va benissimo così. Una serata veramente splendida… e stupefacente.

E il post si potrebbe chiudere qui. Potrei anche scriverne due, e invece no. Passiamo al discorso dei tremori.
Chevvelodicoaffà, lo sapete tutti. L’Emilia è stata ferita da un grosso, violento terremoto nella notte tra sabato e domenica. In particolare tutto si è consumato alle 4.10 circa di domenica mattina, e poi anche più o meno un’ora dopo.
E’ stato orrendo scendere dal letto che non ne voleva sapere di fermarsi, ma continuava a ondeggiare con violenza di qua e di la, è durato una ventina di secondi, ma provate a contare fino a venti e immaginate che per tutto il conteggio siate sballottati da una parte all’altra. 20 secondi sono un’eternità, credetemi.
Dopo non c’è più stato verso di dormire, e verso le 7 su Twitter sono arrivate le prime testimonianze in diretta dei disastri successi a Finale e San Felice. E poi le immagini. E poi la notizia delle persone che sono morte a Sant’Agostino. E vedere i posti che conosciamo (ma lì è dove abbiamo mangiato il tartufo.. e lì è dove siamo passati quella volta) completamente devastati. Noi non abbiamo avuto danni qui a Modena e vicinanze, ma già a Mirandola alcuni amici sono stati allontanati dalle case. E comunque vedere cosa è successo a Ferrara ha ferito tutti noi, siamo qui dietro l’angolo. Il mio capo, che è proprio di Ferrara, oggi pomeriggio è tornato a casa perchè sua mamma non può rientrare in casa dato che i muri hanno crepe talmente larghe che si vede dall’altra parte. Qui la terra continua a tremare, e per di più piove e in questi giorni fa un freddo boia. Sembra novembre. E’ tutto molto brutto e strano. Questo weekend è stato tutto strano. E’ la prima volta che succede una cosa così grossa da queste parti.
E quindi niente, tutti ci stupiamo e tutti tremiamo. Per forza.