Le ricette di nonna Rosanna – Lo spezzatino

Presente le nonne, quegli esseri mitologici che in casa sanno fare qualsiasi cosa, dallo smontare tende e veneziane a smacchiare qualsiasi tipo di sporco da qualsiasi tipo di tessuto? Quelle che riescono a cucire/rammendare/allargare/stringere qualsiasi tipo di capo di vestiario venga loro sottoposto?
Ma soprattutto… Quelle che sanno cucinare tutti, ma proprio tutti i vostri piatti preferiti, fanno la pasta in casa e la domenica vi fanno ingrassare di 8 chili a portata?
Ecco, quelle. Loro.
Ne ho una, io, di quelle. Che però vive le cose un po’ a modo suo, a partire proprio dalla cucina. Provate a chiedere una ricetta a mia nonna. Provateci.
Non riuscirete MAI a estorcere una dose, un peso, una quantità. Un po’ perché non le piace condividere i suoi… segreti, ma anche perché lei non ha ricette.
Per esempio, la mia amica Marcella ha assaggiato il suo spezzatino ed era curiosa di sapere come prepararlo anche lei.
Così ho chiesto per lei la ricetta, ed ecco qui la “ricetta” dello spezzatino di mia nonna Rosanna:

-Nonna allora, cosa dico a Marcella?
– Beh é facilissimo, mette l’olio, fa cuocere un pó il costato e poi ci mette i piselli!
– Mmh, e poi?
– E poi niente, mette un po’ di salsiccia, un po’ di prosciutto e due cipolle intere. Basta, già finito!
– Si ma scusa, niente acqua, pomodoro…?
– Mossí, un po’ di acqua, e un po’ di pomodoro, poi cuoci e basta, già fatto.
– Si ok, ma quanto tempo deve cuocere?
– Finché non é cotto!

Eccovi la ricetta originale spiegata passo passo da mia nonna giusto ieri sera.
Correte a provarla, mi raccomando!!

Me without You

É una storia vera, una storia di passione e a tratti drammatica, una storia fatta di addii e di nuovi inizi.
Inizia sette giorni fa, alle 6 del mattino, quando dopo aver fatto la doccia mi appropinquo al lavandino del bagno per iniziare, come sempre, a piastrarmi i capelli. E qui, la tragedia. Il suo corpo metallico é freddo, inerme, senza vita.
Superato il primo momento di panico tento una disperata rianimazione, che funziona. Ma quella sarà l’ultima lisciata che sarà in grado di fare. Già la mattina dopo, neanche la rianimazione é più servita. Morta. Defunta. Stecchita.
Dopo 13 anni la mia piastra professionale e indistruttibile mi ha mollato, per sempre.
Inizia quindi la corsa contro il tempo per trovare una degna sostituta. Scopro un mondo, perché in 13 anni in effetti la tecnologia di strada ne ha fatta parecchia. Mi informo, navigo, chiedo, mando emails. Mi dicono che le migliori siano le fantomatiche GHD, e io ci credo, li spendo anche tutti quei soldi se ne vale la pena. Ma non so dove trovarle, mi dicono che andrebbero ordinate, e io NON HO TEMPO.
Finalmente trovo su internet un negozio per parrucchieri con un buon assortimento, e ne vedo una che fa al caso mio: ceramica e tormalina, piastre larghe 42 mm e si scalda in 20 secondi. Mando una mail, è un negozio di Carpi, solo 20 km da me, devo sapere se ce l’hanno disponibile. Arriva la pausa pranzo e ancora nessuna risposta. E allora telefono.
“Salve, ho visto sul vostro sito una piastra, volevo sapere se era disponibile in negozio da voi. É MOLTO URGENTE”.
Nonostante l’aria da psicopatica, al negozio sono stati molto comprensivi. Ce l’avevano, e la sera stessa mi hanno aspettato al negozio prodigandosi di consigli e tranquillizzandomi sull’acquisto e sul cambio epocale dal ferro alla ceramica.
E sia. Dopo vari test, due giorni fa ho deciso che può rimanere con me, ora é la MIA piastra. Lavora egregiamente, non mi sta facendo rimpiangere la mia vecchia. Certo che per essere alla pari dovrà durare altri 13 anni, e di questo non sono molto sicura.

Ps. L’autopsia ha confermato la morte per cottura dei fili all’interno. Anche la simpatica scossa post mortem che emanava dipendeva da questi contattini ormai fusi su se stessi. Gli organi sono stati donati, come da volontà della defunta. In buone condizioni era soltanto un lungo cavo di un paio di metri con presa elettrica annessa. Riposa in pace vecchia mia! 🙂

Troppo vicino

Mi chiami alle 9 e un quarto di martedì sera, la mia unica sera libera della settimana, dopo un anno e mezzo che non mi chiami. Non rispondo, primo perchè ho già una gamba sotto la doccia, e secondo perchè so cosa vuoi.
Se mi telefoni, è sempre per quel motivo. Quindi ti ignoro. Ma mentre sono sotto la doccia mi mandi un sms per spiegarmi il problema (che era esattamente quello che avevo sospettato), e mi dici che forse si risolverà come l’ultima volta. (L’ultima volta? E chi se la ricorda più l’ultima volta?) Continuo a ignorarti, sta per iniziare Che pasticcio Bridget Jones! e non ho intenzione di fare nient’altro.
Mi chiami di nuovo. Stavolta rispondo, perchè tanto so che continuerai, e poi in ogni caso non posso sfuggirti dato che abiti nella porta di fronte. Tolgo il dente e ti rispondo, tu mi spieghi che hai preso a calci il pc e adesso non si accende più, e mi chiedi di passare a dare un’occhiata.
Sospiro e ti rispondo che scendo, così ci guardiamo. Prendo le chiavi, l’iCoso e percorro i 5 passi che separano il mio cancello dal tuo. Suono, mi aprite e entro nel giardino.
Tempo due secondi, vengo letteralmente assalita da una specie di topo gigante peloso e umidiccio che mi lecca e mi mordicchia tutte le braccia, nel giro di 30 secondi sono ricoperta di bava, e ancora non ho capito cosa sia quell’essere che corre indiavolato nel giardino prendendo la rincorsa per poi saltarmi fin quasi sulle spalle. A questo punto mi presenti Alice, il vostro nuovo cane. E io ci faccio subito amicizia, adoro i cani, ma lei mi si attacca tipo sanguisuga al braccio e non c’è verso di staccarla. E’ molto vivace, mi spieghi. Con un sorriso rispondo che lo avevo notato.
Entriamo in casa, e in altri 10 secondi netti il braccio senza cane viene inglobato da un altro essere poco più grande di Alice, meno peloso ma comunque umidiccio. Capisco che si tratta di Alberto, vostro figlio, che non vedevo da un po’ ed è cresciuto, adesso avrà quasi 4 anni.
Tu, io, il cane in un braccio e tuo figlio nell’altro entriamo nel loculo che hai adibito a studio, ti guardo e ti chiedo chi entra per primo, visto che in due non ci si passa. Mi dici “Entra pure tu”. Mi stacco di dosso il bambino, che non smette di mostrarmi urlando il suo enorme robot rosso, provo a staccare anche il cane ma non ci riesco, cerco di avvicinarmi al tavolo mettendo in salvo almeno il mio preziosissimo iCoso, e inizio a guardare il tuo computer di ultima generazione comprensivo di lettore floppy disc e Windows 98 di cui tu, peraltro, vai fierissimo.
Stacco e riattacco qualche cavo, faccio un reset e lo accendo, ma dato che non parte ti guardo con aria grave e ti comunico che è arrivato il momento di comprare il netbook che da tanto volevi.
In realtà, questo non te lo dico ma lo penso talmente forte che ho paura che si senta, non me ne frega niente di quel rottame, non lo voglio guardare e meno che mai smontarlo, oltretutto mi sono appena fatta la doccia e sto sudando, sono piena di bava del tuo cane e tuo figlio non ha smesso un secondo di urlare da quando sono entrata.
Dopo la sentenza di morte, cerco di avviarmi verso l’uscita, ma tuo figlio vuole che vada a vedere i suoi giochi, e mentre parliamo continua a urlare e più urla più io cerco di ignorarlo. Sembra invece che tu non lo senta nemmeno. Lui però si irrita, e per coinvolgermi nel gioco mi spara un Bakugan (qualunque cosa esso sia) direttamente su un piede. Caccio un urlo, tu continui a parlarmi e dopo cinque minuti fai presente a tuo figlio che queste cose non si fanno.
Mentre dici questo, sento una cosa strana su un piede, abbasso lo sguardo e vedo Alice che me lo sta leccando beatamente. Con il sorriso più finto del mondo la rimprovero dolcemente dicendo che, acciderbolina, mi ero appena fatta la doccia. Nella speranza che tu prenda in mano la situazione ti guardo implorante (e inizio a chiedermi cosa diavolo sono quelle croste che hai in faccia su tutta la fronte) ma tu prosegui a parlarmi del tuo computer, e io facendo finta di niente cerco di avvicinarmi al cancello.
Mi accompagni all’uscita, tuo figlio saltella intorno e urla come un indemoniato, il cane continua a leccarmi ogni pezzo di pelle scoperta (fortuna che ho messo i jeans, a saperlo evitavo anche le infradito), e mentre mi saluti mi dici con un sorriso che sì, tuo figlio è un po’ agitato, ma tu sei tranquillo perchè in farmacia hai trovato delle goccine che basta dargliene 5 e casca per terra come una pera e così siamo tutti felici.
Sto per suggerirti di provare a darle anche al cane, ma mi mordo la lingua e mi avvio verso il mio cancello.
Entro in casa, metto a lavare la t-shirt che avevo messo pulita solo mezzora prima, mi rifaccio la doccia e grazie a Dio su Canale5 +1 inizia di nuovo Bridget Jones. Stavolta lo guardo e cerco di dimenticare.
Non è colpa tua, forse. Tu sei anche un buon ragazzo, ma vivi in una casa con esseri completamente fuori controllo, e tu e la tua consorte ne ridete felici. Quindi va bene, ma perdonami se non ci vengo più, da voi.
Ah, e per favore, d’ora in poi evita di mandarmi sms alle 6 del mattino per dirmi che il tizio del negozio ha capito che era solo un problema di RAM e quindi puoi continuare a usare il tuo adorato Windows 98. Non sono messaggi che uno vuole ricevere alle 6 del mattino. No anzi, non sono messaggi che uno vuole ricevere. Punto.

Cooking

Sto passando questo pomeriggio praticamente estivo reclusa in casa causa lavoro, ma siccome fino a domani in teoria non devo fare più niente (salvo catastrofi naturali), oggi ne ho approfittato, e ho fatto due cose: ho fatto una torta e poi ho anche caricato una galleria con le mie ultime fatiche culinarie (o meglio, quelle venute discretamente).

Eccola qui.

Dubbio (aml)Etico

Dunque, la situazione è la seguente.
Tra poco, come ogni anno, sarà il momento della revisione della caldaia. Da 4 anni vengono gli omini Ferroli, che sono poi anche quelli che me l’hanno montata (di preciso, viene il sosia tamarro di Leonardo Di Caprio, un giovincello acerbo ma a tratti interessante, ecco). Il costo è più o meno sempre lo stesso, un centinaio di euro a seconda che sia tutto a posto o meno.
Ora, giorni fa mi chiama il vicino, che i fedeli telespettatori di “Condominio Narciso” ricorderanno come il sig. S, per chiedermi se voglio far fare la revisione da un “amico suo” che fa anche tante altre caldaie del condominio e anche di altri vicini, e che quindi ci farebbe un prezzo conveniente, preventivato alla fin fine a un venti-trenta euro in meno.
La questione è: a me sta un po’ sui coglioni solo per il fatto che è amico suo, e che tutti gli “amici suoi” che hanno messo mano alle nostre faccende condominiali si sono rivelati degli autentici cioccapiatti che hanno portato più problemi che soluzioni, e poi, in ogni caso, di sicuro lui (il sig. S.) ci guadagnerà qualcosa. Magari gli farà la pulizia della caldaia gratis, che ne so. E questo mi sta doppiamente sui coglioni.
Ecco il dubbio: fregarmene dei principi e risparmiare, che non fa mai male? Oppure mantenere la mia linea e pur di non dare al sig. S. e agli “amici suoi” neanche un briciolo di soddisfazione pagare quel che c’è da pagare e far venire i miei soliti omini Ferroli?
Ovviamente io la risposta me la sono già data. Diciamo che ci ho pensato su una decina di minuti, ma ovviamente sono troppo stronza e testona per poter fare diversamente. Però mi interessava sapere cos’avrebbe fatto qualcun altro. Per cui ditemi, più o meno anonimi passanti… Voi che avreste deciso?

Delirio Borghese

Credo sia ufficiale: sono completamente rincoglionita da Real Time. Avevo detto che ero ormai diventata schiava di Barbara e Paint Your Life (a proposito, ho una voglia matta di fare uno stencil sulla parete del salotto), ma non è più solo quello. Ormai vado in giro per i negozi e quando vedo un vestito mi chiedo “Chissà se Enzo e la Carla direbbero che mi sta bene”, oppure quando apparecchio mi chiedo se a quei tre rompiballe di Cortesie per gli Ospiti piacerebbe come ho coordinato i piatti e i tovaglioli.
E poi… ormai c’è il tormentone Borghese.

Il fatto è che su Real Time ci sono 15 minuti di programmi e 10 di pubblicità… di altri loro programmi. E non c’è verso, mi gira continuamente in testa Borghese che dice “La mattina in cuscina”, oppure “a chi piace cuscinare”, oppure ancora “due concorrenti dovranno cuscinare”, o peggio “ci vediamo alle 11 e diesci”. Calcolando che è uno chef, avete presente quante volte dice “cuscinare” al minuto? E mica è colpa sua, ma tutti i suoi programmi iniziano o alle 11 e diesci, o alle 22 e diesci, o alle 17 e diesci.
Beh insomma, questa notte ho fatto un sogno di quelli deliranti, che però mi ha fatto ridere. C’era lui e anche altre persone ignote, c’ero anch’io ovviamente, e stavolta era lui il concorrente di questa, chiamamola sfida.
Doveva preparare due tavoli per un aperitivo per 15 persone circa, eravamo in un locale ma ci trovavamo in una specie di soppalco mansardato che era scomodissimo perchè si zuccava continuamente, lui aveva preparato due bei tavoli tondi e poi tutti si sono seduti ed è partito il brindisi collettivo, e io e lui alzando i calici abbiamo gridato “A tutti quelli a cui piace cuscinare! Cin cin!!”
Lo so, sto male…..

Un’altra creazione

Caricata la galleria della torta di Natale.
Stavolta il lavoro è  a 4 mani:  Giovanni ha fatto con le sue mani la torta di pan di spagna farcito con crema pasticcera e chantilly, mentre la sottoscritta si è occupata della decorazione.
Niente di eclatante, ma la torta alla fine era buonissima e anche carina.

Nuova ossessione

Da quando c’è stato lo switch off della tv analogica, sul digitale come tutti sanno sono apparsi milioni e milioni di nuovi canali, tutti pseudo inutili.
A parte alcuni, e uno in particolare. Dopo aver esaminato attentamente tutti i vari Mediaset Extra, Rai Movie, La5, La7D, Cielo, Nuvolari, Passione Pesca, GiochiamoTV and so on, ormai la mia tv è costantemente sintonizzata su un solo canale: Real Time.
Real Time è qualcosa di veramente strano, perchè nonostante la maggior parte dei conduttori sia insopportabile, e la totalità dei partecipanti assolutamente odiosa (basti a pensare a quelli di “Cerco casa disperatamente”, che cercano una casetta per le vacanze in montagna con SOLO un milione e mezzo di euro di budget, e una puzza sotto al naso da far schifo), beh, nonostante ciò mi è impossibile smettere di guardarlo. E’ un’attrazione fatale.
E poi, il momento più eccitante al quale non riesco proprio a rinunciare (con grande giuuoia dell’Uomo costretto a condividere con me anche questa cosa) è il momento Paint Your Life. Lo adoro, nient’altro da aggiungere.
E poi adoro la conduttrice, che è carinissima e dolcissima e poi mi sta simpatica a priori perchè si chiama come me.
Il mio nuovo idolo!!!

Esperimento tortoso

Ho aggiunto la galleria relativa al mio primo esperimento di torta con il Marshmallow Fondant.
L’ho fatta per il pranzo dell’8 dicembre dai suoceri, ci ho messo due serate a farla ma ero così felice che le ho fatto un sacco di foto.
Sono troppo orgogliona di questa mia prima piccola creatura!

Ecco qui la galleria!

Missione compiuta

Sì dai, alla fine ce l’ho fatta (so che il mondo se lo stava chiedendo).
Il risultato ovviamente è tutt’altro che perfetto, ma si avvicina a quello che avevo in mente.
Ho inserito il link alla galleria fotografica a destra, ma se proprio siete sfaticati… lo copio anche qui.

Esperimenti Biscottosi

Yeppa! ^__^