Diamo al 2017 quel che è del 2017

Mi sono resa conto che leggendo gli ultimi post di OBlezio sembra che l’anno appena finito sia stato veramente schifoso.
Però dai no, non è stato esattamente così. Mi sento di spezzare qualche lancia in favore del povero 2017, che di cose belle ne ha portate anche lui (come si dice sempre delle persone che non ci sono più, era tanto una brava persona).

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Sette!

Allora, nessuno mi ha spiegato bene come funziona sta roba, però non mi posso esimere perchè sono stata scelta dal mio Amico di blog Roberto, e Amico è con la A maiuscola perchè lui per me è il primo e l’originale. Senza nulla togliere a tutti gli altri, ma lui è il mio Amico di blog speciale, e se lui mi tira in ballo… io ballo!
Dunque, mi si chiede di spulciare le vecchie pagine di OBlezio, e lo farò, pensando al 7 mi vengono in mente i 7 nani, le 7 note, i 7 peccati capitali, le 7 sfere del drago…. Però alla fine ho scelto i 7 colori dell’arcobaleno, così vediamo se mi riesce questo esperimento di dare un colore ai miei post. Let’s start.

Post Rosso
Rosso sangue. Uno dei post sulle mie (dis)avventure ospedaliere, un post vecchio ma sempre attuale: Succhiasangue

Post Arancione
L’arancione mi fa venire in mente i giubbini ad alta visibilità che si devono usare in strada, e che una certa categoria di persone invece si rifiuta di utilizzare.
Chi? I CDM ovviamente!

Post Giallo
Il giallo, colore del sole, caldo… E con il caldo associo le mie trasferte in Puglia dell’anno scorso, e quindi di conseguenza anche il post che scrissi al rientro del mio primo viaggio: Di ritorno

Post Verde
Post verde alieno. Il racconto di un mio strano incontro che si presta bene a questo colore: Incontri ravvicinati di un qualche tipo

Post Azzurro
Un post asciutto e pulito. E’ automatico.

Post Indaco
Colore complesso… e non meglio definibile. Quindi, per contrasto, il post Indaco è il post che si chiama “Per farla semplice“, un post che riscriverei ancora, e ancora, e ancora….

Post Violetto
Il viola è il colore del lutto (credo) (forse) (ma anche no), quindi dedico questo colore al mio recente post di commiato. So che vi commuoverà molto, siate forti. Me without you

Ok, fatto. Fatto? No, devo anche mettere 7 link, giusto? Premetto che è tutta gente che è già stata nominata altrove, quindi io li linko ma li assolvo dall’impegno di questa catena, li linko lo stesso però così tutti possono conoscerli (come sono buona e brava).
Eccoli qui:
1. Roberto, anche se l’ho già linkato prima fa niente
2. Le Chat Noir
3. Angela
4. La ragazza con la valigia
5. Stepho
6. Checco
7. Frate

Pietra sopra

Ieri sera si è chiusa la festa di Modena, quella che noi ancora chiamiamo Festa dell’Unità anche se non si chiama più così da anni.
Quest’anno ci sono andata uno sproposito di volte, anni fa la detestavo, e invece da qualche anno mi piace proprio tanto. E’ diventato un po’ un rituale, quando inzia si vanno a vedere i fuochi, poi ci sono i ristoranti da provare perchè sennò diversamente non ci andresti mai (tipo l’indiano), il waffel bar, che poi ci tocca stare un anno senza waffel, e poi il ristorante tradizionale, quello spagnolo, quello messicano, quello delle Langhe eccetera eccetera.
Ieri sera è stata una bella serata, ovviamente per la compagnia in primis. Siamo andati a mangiarci una buona paella al ristorante spagnolo, e si stava da Dio. Poca gente, molto (molto!) fresco.
Poi passeggiata in libreria (che si stava bene al caldino), e finalmente il mitico gioco degli anelli. Alla fine abbiamo ceduto, abbiamo giocato con 50 anelli e ovviamente non abbiamo vinto una fava, ma erano 20 giorni che ci fermavamo davanti alla bancarella, ormai era solo questione di tempo.
Sul prestino ci sono stati i soliti bellissimi fuochi per la chiusura, e dopo sono andata a perdermi nella mia bancarella preferita: quella delle pietre. Ci avevo già passato ore nelle serate passate, quando mi sono regalata un quarzo rosa da portare con me e uno da tenere sul comodino, ieri sera invece ero lì per un regalo a un’amica che non sta passando un bel periodo, quindi ho chiesto a una delle commesse di aiutarmi a scegliere qualcosa che la potesse aiutare a stare meglio, e così sono entrata nel magico mondo delle Mochi Balls. Ci abbiamo perso un tempo non quantificabile, però per me è bellissimo, In pratica queste pietre viaggiano a coppie, un maschio e una femmina, e servono a riallineare le nostre energie. Vanno tenute in mano e funzionano come una “pila”,

“Le Mochi sono state usate per secoli da Sciamani indiani delle tribù nord americane e, anche se solo recentemente scoperte negli U.S.A., erano già note in scavi archeologici d’altri continenti. Sono raccomandate nell’uso d’antiche e moderne pratiche esoteriche, la canalizzazione superficiale indica che queste pietre sono adatte per le invocazioni sia nel cammino dell’evoluzione personale sia nelle situazioni di guarigione; nell’ambito del lavoro spirituale individuale queste pietre si connettono con l’energia della terra.
Le Mochi portano la sintesi della dualità maschile e femminile dovuta ad una deposizione degli strati ferrosi con diversa carica magnetica.Rendono consapevoli e fanno apprezzare e riconoscere l’indipendenza della propria natura.
Le Mochi se tenute in mano aiutano nei viaggi interiori e nelle meditazioni, stimolano un effetto energizzante sul campo energetico ricaricando le zone dove sono poste,riequilibrano yin e yang .Il maschio (tondo) va tenuto nella mano sinistra, la femmina (piatta) nella mano destra.
Le Mochi possono essere usate per allineare i centri energetici, per rimuovere blocchi psichici, per stimolare il chi (ki), per stabilizzare e proteggere. Quando sono poste il maschio sulla Corona e la femmina sul primo Chakra o sotto la pianta dei piedi, le vibrazioni generate purificano e normalizzano la colonna dei Chakras e il flusso d’energia lungo la spina dorsale.Utilizzate sul terzo occhio possono indurre chiaroveggenza e percezioni di vite precedenti.
Le Mochi fungono da poli protettivi se collocate in un ambiente, sprigionando un’amichevole energia. Sono state considerate sacre dal popolo Navajo.Usate per pratiche magiche e per guarigioni dagli Sciamani e dai Capi Indiani tanto da essere anche chiamate “Shamans Stones”. “

Insomma, alla fine ne ho presa una coppia per la mia amica e una coppia per me (che mi ha regalato l’Uomo).
Io ci credo molto nel potere delle pietre, l’ho scoperto quasi per caso, o forse sarà davvero un caso, non so, però da quando un paio di anni fa mi sono messa in casa un cuore di ossidiana verde che aiuta a superare i blocchi emotivi… la mia vita è cambiata molto. L’ho realizzato dopo diverso tempo che i miei cambiamenti sono stati successivi all’acquisto della pietra. Beh insomma, io ci credo ed è un mondo veramente affascinante… Oltre al fatto che sono splendide. Il quarzo rosa  poi è la pietra del mio segno zodiacale, e da quando ce l’ho devo dire che mi sento un po’ più serena e tranquilla, più disposta verso gli altri e a farmi trasportare dai sentimenti senza contrastarli.
Vabbè, tutto ciò per dire che su quella bancarella mi ci perdo, anche ieri mi sono divertita un sacco a ascoltare e imparare un sacco di cose nuove.
Dopo il sacro, il profano: l’ultimo waffel della stagione. Non si poteva proprio perdere. Cioccolato e panna montata, yuuum!
Arrivederci quindi all’anno prossimo festa, ma intanto giusto per stare in tema, sto valutanto di iscrivermi a uno dei corsi che organizzano quelli delle pietre, “Conoscere i Chakra”. Fiko…….

Flying Baby

Ho passato quasi due anni senza praticamente muovermi di qui… Sicuramente senza salire su un aereo.
Quest’anno pare proprio che sia destinata a recuperare questo gap. Al momento sono a quota 3 trasferte a Lecce (che non è detto siano finite qui), un viaggio in Belgio e in arrivo un altro viaggio in Grecia e uno in Spagna.
Precisamente ad Alonissos e a Valencia.
Per chi non lo sapesse, le vacanze, se così le vogliamo chiamare, le ho passate a Modena ad Agosto, vacanze incredibilmente rilassanti, ma che non mi hanno portato molto lontano. Le vere ferie stanno arrivando, precisamente l’ultima settimana di Settembre, quando io e l’Uomo partiremo per quel di Alonissos, una ridente isoletta greca che ci ospiterà per una settimana in un bel resort sul mare cristallino.
Mentre per il secondo viaggio, occorre una premessa.
Quest’anno arriva, inevitabile, il famigerato cambio di decade. Sto per compiere 30 anni insomma. L’anno scorso, il giorno del mio compleanno l’ho passato in ufficio a fare il go live del nuovo gestionale, lavorando 13 ore al giorno e in un clima decisamente poco festoso (anche se avevo portato le torte).
Stavolta, a) mi rifiuto di passare il compleanno (soprattutto QUESTO) in ufficio e b) i 30 anni meritano qualcosa di speciale. Indi per cui, proprio il medesimo giorno si partirà per Valencia, dove con l’Uomo resteremo per 4 giorni. In realtà l’idea iniziale era Porto, ma poi la Ryanair (con la quale ormai ho una relazione stabile e duratura) ci ha convinti che Valencia era la scelta giusta. Anche perchè non vedo l’ora di vederla. Anche Porto, ma sarà per il prossimo giro.
E quindi mentre voi siete ancora sconvolti dal rientro dalle ferie e fate il conto alla rovescia a quanto manca a Natale, qui si progettano le ferie e … oh, mancano solo 10 giorni alla partenza.
Bastardissima.

Comunque da quando sono tornata dall’ultima trasferta a Lecce, ho in mente un post lunghissimo che prima o poi mi deciderò a scrivere, perchè mi sono successe troppe cose assurde, tutte in 3 giorni, e non posso non raccontarle. Anche solo per non correre il rischio di dimenticarle. Ormai comunque sono padrona della situazione salentina, e soprattutto della viabilità salentina, a cui mi sono adeguata senza particolari problemi. L’importante è ricordarsi sempre di fare la kasko completa quando noleggio la macchina in aeroporto.

Assente Giustificata

Ebbene sì, sono ancora viva! Yuppi!
So che penserete che adesso trascuro OBlezio per l’iCoso (ed è così), che non scrivo più perchè adesso sono tutta presa dalle mie utilissime apps (anche questo è così), però non è tutto qui. Ho dovuto trascurare OBlezio per diversi motivi, che oggi vi vado a raccontare (ahahahah, sì, vi tocca, purtroppo).
Il primo è che la app di WordPress è scomoda, e con il tancrin ho ancora qualche problema, quindi faccio fatica a postare dall’iCoso. In effetti ultimamente il pc non lo uso più (vabbè, a parte il lavoro), ormai il il mio terminale esclusivo è diventato l’iCoso. E vabbè, qui non vi dico niente di nuovo. Una delle ragioni della mia assenza è la contestuale assenza anche di tempo ed energia dovuta principalmente a due cause: il lavoro e la famiglia.
Al lavoro, sono due settimane che sto sbattendo la testa su un problema del nostro gestionale a cui non si riesce a venire a capo, e tutte le prove che i miei consulenti sistemisti mi dicono di fare, sono da farsi mentre non lavora nessuno, quindi nei fine settimana oppure la sera. Correzione: mentre GLI ALTRI non lavorano. Io sì. Ovviamente nonostante tutto il problema non si risolve (anzi, molto spesso è pure peggiorato). Tutto ciò mi sta regalando una cospicua dose di stress, dovuta anche al fatto che dormo pochissimo e male.
E poi, novità dell’ultima settimana, si è aggiunto un piccolo imprevisto in famiglia. In questo caso, con famiglia intendo il cane.
Il nostro cane sabato scorso ha deciso di presentaesi con una enorme bugna sul muso sotto all’occhio, che lunedì è degenerata in una enorme bugna sanguinante. Portato di corsa dal veterinario, la diagnosi è stata grave ascesso ad un dente o più da rimuovere al più presto. Quindi, il nostro bestio è stato ricoverato in ambulatorio nella notte tra lunedì e martedì, e martedì mattina è stato anestetizzato e operato. Gli hanno estratto due denti con le radici maciullate, gli hanno ripulito anche tutti gli altri denti, gli hanno rifilato una dose da cavallo di antibiotico e lo hanno attaccato a una flebo. Che per un cane di 15 anni e mezzo non è stata proprio una passeggiata, e nemmeno per i padroni, che erano “leggermente” in pensiero. Martedì sera ce lo hanno riconsegnato rinnovato e rincoglionitissimo, però in buona salute.
Solo che adesso siamo in fase di convalescenza, adesso deve stare a riposo e in casa, con medicazioni da fare due volte al giorno e antidolorifico la mattina.
Ah, dimenticavo di dire che il mio cane vive a casa con i miei nonni e mio padre, e ovviamente tutto ciò è iniziato due giorni dopo che i miei nonni sono partiti per il mare dove staranno un mese. Mio padre lavora a Reggio Emilia, e alla mattina alle 6 prepara la pappa al cane e gli fa le medicazioni. Io nella mia oretta di pausa pranzo corro a casa e lo porto fuori a fare i bisogni e poi torno in ufficio sempre di corsa. La sera mio padre torna e fa di nuovo le medicazioni, e io se posso passo a trovali e dare una mano. Sabato mattina lo riportiamo dal veterinario per la visita di controllo, ma per fortuna si sta riprendendo benissimo.
Vogliamo anche aggiungere che oggi l’Uomo parte per un addio al celibato di 4 giorni in Polonia? Vogliamo proprio aggiungerlo?? Sì, aggiungiamolo pure alle mie fonti di stress.
Ecco, spero di aver giustificato esaustivamente la mia recente assenza. Provo a promettere che non succederà più. Provo.

Prove tecniche

Com’é scrivere un post su OBlezio dall’iCoso?
Difficile, perché col tancrin sono veramente imbranata, peró facciamo anche questa prova, purtroppo ormai io e l’aggeggino siamo una cosa sola, e forse prima o poi ricominceró a scrivere di qualche altro argomento, ma per adesso sopportatemi così. E anzi, ringraziatemi che non parto con un super racconto di tutte le meravigliose apps che sto installando, ormai sono nel tunnel senza possibilità di recupero.

Palle!!!!

Avevo quasi finito di scrivere il post sull’ascensore in bozza su Word, ma si è chiuso e mi ha perso metà del lavoro.
Non riesco a riscrivere quello che avevo già scritto, mi perdo la spontaneità, quindi ecco, non so se e quando riuscirò a riscriverlo. Magari adesso vado a letto, me lo dimentico, e domani lo riscrivo. Forse. Boh. Che palle.

Hippizzato

Oggi ho cambiato vestito a OBlezio.
Gli ho regalato questo sfondo colorato che fa un po’ hippie, non ne sono convinta al 200% però così non lo trovo male.
Certo, se mi dite che è orrendo lo cambio… Però per ora lo lascio figlio dei fiori così. Peace and love.

MMF e altri esperimenti

Per dovere di cronaca, devo segnalare che oggi ho preparato la mia prima Marshmallow Fondant. E’ stato un mezzo delirio, ma alla fine qualcosa c’è saltato fuori, e sembra pure che somigli a quella che si vede su Internet.
Domani la userò per decorare i biscotti (giunti al secondo tentativo), ho già fatto un po’ di foto e se domani i biscotti vengono bene finirò la rassegna fotografica.
Se poi la cosa funziona, la prossima volta mi cimenterò con la decorazione di una torta, semplice, ma giusto per provare.
Ah, non l’avevo detto? Questo inverno ho deciso di diventare bravissima (!!!) a preparare i dolci.
Finora non è andata male, ma poi alla fine mi interessa poco, mi diverto troppo a pasticciare.

Come va?

Oggi è un bel giovedì di sole, anche se un po’ pallido, e mi sento bene. O almeno, meglio.
La giornata è iniziata bene con un piccolo, insignificante ordine su IBS, che però mi dà tanta giuuoia. In fondo, è uscito da due settimane e ancora io non posseggo il nuovo libro di Ammaniti.
Ciò è assolutamente inaccettabile, quindi ho rimediato. Certo che fare arrivare un pacco con un solo piccolo, misero libricino dentro era un po’ uno spreco, quindi ci ho aggiunto un paio di altre cosine a fargli compagnia, così il viaggio per lui sarà sicuramente più piacevole.
Questa sera poi festeggerò San Martino con due uomini, un grande Amico e un grande Amore, quindi meglio non potrebbe andare. Certo, potrebbero piacermi le castagne e allora tutto sarebbe perfetto, ma suvvia, va bene anche così.
Ieri sera poi dopo quasi due anni sono tornata a una conferenza del Meraviglioso Cervello, riallacciando così un rapporto chiuso senza mai aver capito esattamente perchè, ed è stato bello. Un po’ meno bello dormire solo 5 ore stanotte, ma anche questo va bene così.
Per chiudere questo post fondamentalmente inutile, devo citare un meraviglioso aforisma di Oscar Wilde che ho letto stamattina, perchè in questo periodo penso che non potrebbe esserci una frase più azzeccata per descrivermi.

“Dietro ogni realtà piacevole c’è sempre qualcosa di tragico” (da Dorian Gray)