La Guida Semiseria per la Neomamma Gemellare

Ho questo post in canna da tantissimo tempo, finalmente provo a metterlo nero su bianco e già vi dico che sarà lunghissimo. E’ già da molto infatti che ho in mente di fare un riepilogo, non so bene a uso di chi, delle cose che mi sono state utili nel primo anno da mamma (anche se ormai stiamo terminando il secondo, quindi figuratevi un po’ da quant’è che ci penso), perchè in effetti il primo anno è un po’ complicato, specie se di neonati non ne hai uno ma due. Beh, poi ho conosciuto anche diverse persone che ne hanno avuti tre, o addirittura quattro in un sol colpo, e sicuramente avrebbero da dire cose più interessanti e utili di me, ma oh, la mia esperienza è questa e magari a qualcuno che passa di qua potrà servire. E insomma, con questo spirito di condivisione nasce la

Guida Semiseria per la Neomamma Gemellare:
i salvavita del primo anno.

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Laggente

So che ve lo stavate chiedendo (ehhhh come no) ma sì, sono ancora viva. Indaffarata, ma viva.
Riprendo in mano il blog sperando di iniziare un post e poi finirlo anche mentre i due pargoli schiacciano un pisolino*. Potrei scrivere un trattato su questi 4 mesi e mezzo insieme a loro, ci sarebbero circa un milione di cose di cui parlare, ma oggi mi vorrei soffermare su una questione già affrontata durante la gravidanza: laggente, la sua imbarazzante banalità e la sua assoluta impossibilità di farsi i cazzi propri.
Già quando deambulavo col panzone le banalità si sprecavano (ricordate? Uh ma due?? Che meraviglia!! Maschio e femmina? Oh ma meraviglioso! Così siete a posto!), ora invece che ci presentiamo con il transatlantico gemellare ovviamente attiriamo gente come attira le mosche una merda fresca appena fatta. (Ohibò, sarò mica diventata troppo  scurrile?)
Chi mi conosce un po’ sa quanto io possa diventare sociopatica in certe occasioni, e in linea di massima odio più o meno cordialmente un po’ tutta laggente. Per cui avere due bimbi che sono un catalizzatore continuo di attenzione non è cosa semplice. Le cose che vengono dette sono, ovviamente, sempre le stesse, medesime cose che ogni mamma di gemelli si sente dire dalla notte dei tempi.
“Uhhh gemelli??”
“Uhh maschio e femmina?”
“Uhh chissà che impegno eh, ma poi chissà le soddisfazioni!”
“Dormono?”
“Le da il suo latte?”
(Chissà perchè questa informazione è così fondamentale per laggente, davvero, ci provo ma non lo riesco a capire.)
“Ehhh ma si vede che sono gemelli eh, si somigliano proprio!”
(Ecco, questo dimostra che laggente oltre che banale è pure scema. Perchè i miei figli in comune hanno solo il fatto di avere due occhi un naso e una bocca, per il resto ogni millimetro del loro viso e del loro corpo è assolutamente diverso. La forma della testa, degli occhi, del naso, della bocca è completamente diversa. Non sembrano nemmeno fratelli, figurarsi gemelli.)
“Erano nella stessa sacca?”
(Ok, è vero: sui gemelli c’è un po’ di ignoranza, nel senso di disinformazione. D’altra parte prima di sapere di aspettare due bimbi anche io sapevo veramente poco sui gemelli e su come “funzionano”. Chiedere se erano nella stessa sacca a una mamma di un maschio e una femmina però equivale a fare una figura da cretini. Per cui ecco qua, vi svelo un grande segreto che forse può evitarvi di fare figuracce in futuro qualora incontraste mamme con gemelli: se sono maschio e femmina NON possono essere stati nella stessa sacca! I gemelli nello stesso sacco amniotico sono omozigoti, significa che condividono lo stesso patrimonio genetico, quindi sono IDENTICI, e quindi anche dello stesso sesso! Può venirivi il dubbio se i due fratellini sono entrambi maschi o entrambe femmine, allora in quel caso la domanda è lecita. Ma se sono maschio e femmina NO, non chiedetelo, perchè è ovvio che non siano identici!)

Ma, per concludere, una menzione d’onore va a te, rauca signora dai capelli molto molto rossi che ci hai fermato l’altro giorno nel parco, che ci hai chiesto di farti vedere i bimbi e poi te ne uscita con la domanda più spiazzante che ci abbiano mai fatto:

“Sono due?”

Ecco, lì mi hai messo in difficoltà. Che non ho mica saputo subito cosa risponderti, perchè se avessi detto “Sono due gemelli?” allora sì sarebbe stato semplice, ma così, fermandoti alla mera numericità della questione, sono andata un attimino in crisi. Oddio signora, direi di sì, l’ultima volta che li ho contati erano due, ma adesso mi sta facendo venire dei dubbi, spè che ricontrollo.
Sicuramente la the best of laggente.

*Ah Ah Ah. Iniziare qualcosa e finirlo anche, ancora credo alle favole. Questo post è stato finito di scrivere 3 giorni dopo averlo iniziato. Giusto per la cronaca.

10 luglio 2014

Giovedì 10 luglio alle 6 di mattina siamo usciti di casa con un trolley e una borsa, c’erano 17 gradi e pioveva, ma io ero in infradito perchè i piedi non mi entravano più nelle scarpe dall’inizio di giugno.
Siamo arrivati in ospedale e abbiamo fatto il check in, tipo in albergo. Il tizio che mi ha fatto l’ultima eco di controllo ha fatto lo spiritosone chiedendomi se ero alla 52esima settimana. Ah ah ah.
Ci hanno portato nella nostra stanza, una singola, perchè con i gemelli si sta da soli, e abbiamo aspettato un’oretta. Poi sono venuti a s-vestirci, e siamo partiti. Io sul letto e l’Uomo dietro. Siamo andati nelle sale operatorie del secondo piano, il papà l’hanno fatto sedere fuori, io sono entrata in sala operatoria insieme a un team di un sacco di persone, tutte donne.
E’ iniziata tutta la procedura, ho guardato l’ora che erano le 10 e un quarto, non mi sentivo già più nè le gambe nè le chiappe (che è una cosa piuttosto strana), ero agitatissima e avevo una sete boia visto che ero a secco dalla mezzanotte della sera prima. Ho sentito praticamente tutto, un’esperienza decisamente terribile e che non ripeterei tipo neanche morta, il momento più indimenticabile però è stato quando dopo mezzora di ravanementi, ho sentito un pianto fortissimo che veniva dalla mia pancia.

Rebecca è uscita per prima, alle 10.34. Pesava 3,05 chili ed era lunga 47 cm.
Alan è arrivato un minuto dopo, alle 10.35, 3,2 chili per 50 cm di lunghezza.
Me li hanno fatti vedere 5 minuti dopo, già in una culletta al calduccio e già visitati dal pediatra: erano perfetti, semplicemente perfetti, bellissimi e pacioccosi. Li ho accarezzati con la mano senza flebo ed erano morbidissimi, ci siamo guardati per qualche minuto e poi li hanno portati dal loro papà per il primo bagnetto e le prime coccole.

Io sono uscita dalla sala operatoria 45 minuti dopo, dolorante e un po’ stravolta, ho continuato a sentire praticamente tutto, e dopo essermi presa i complimenti di tutti per i due vitellini appena nati, ci siamo ritrovati tutti e 4 in camera.
Siamo tornati a casa lunedì, i giorni in ospedale sono stati difficili, il post operatorio non complicatissimo ma fastidioso, e tutta l’organizzazione dell’ospedale non ha aiutato. Il papo è rimasto con noi tutte le notti dormendo (o almeno provandoci) su una brandina, tutto è stato scomodissimo e problematico, tornare a casa è stata una manna.

Domani i cuccioli compiono già un mese, ci ho messo una vita a scrivere questo post, lo so. Sono sempre più belli e sempre più grandi, inutile dire che la gestione di due neonati insieme non è facile, specialmente la notte, ma sono talmente fantastici che alla fine poi passa tutto.

Eccoli qui, i nostri sgnappoli, in una foto in cui hanno circa 24 ore di vita.
Mica per vantarmi eh, ma sono venuti proprio proprio bene. ^^

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