Stupido settembre

Sono di nuovo sparita, è stata un’estate decisamente piena e non sempre nel senso migliore del termine, ma ora finalmente torno a fare un po’ il punto.


Settembre è stato un mese veramente, ma veramente di merda.
Parto dalla fine perchè è stato il culmine di un’estate difficile su molti fronti. Passo indietro: il 16 giugno scorso, il giorno prima della partenza per le vacanze, un camion ha centrato in pieno la mia macchina parcheggiata fuori dall’ufficio e mi ha completamente sfasciato tutto il lato destro. Ovviamente il simpatico autista ha pensato bene di non fermarsi e di proseguire per la sua strada, ma essendo un corriere di un nostro fornitore è stato rintracciato, anche grazie al lavoro congiunto di un sacco di colleghi che non smetterò mai di ringraziare.
Purtroppo il fatto che se ne sia andato senza compilare il CID ha fatto sì che la pratica per il mio rimborso dall’assicurazione sia diventata di lunghezza biblica. Inoltre il suddetto simpatico autista ha pensato bene di negare il fatto con la sua assicurazione, regalandomi mesi di perizie e di eterne telefonate con Anna Teresa della mia assicurazione.
Vi risparmio i dettagli perchè sono lunghi, penosi, ridicoli e a tratti surreali. Lunedì scorso, dopo più di tre mesi e mezzo, la mia assicurazione ha finalmente dato l’ok per la liquidazione del danno (che, ve lo dico così ci capiamo, ammonta a 4.200 euro).
Settembre è stato il mese peggiore per questa odissea perchè 1) non sapevamo più a chi chiedere macchine in prestito 2) sembrava pure che non mi volessero dare una lira e 3) la mia salute mentale ha vacillato spesso per altri svariati motivi.
Uno dei motivi del mio sbarellamento settembrino è stato di sicuro l’inserimento dei ragazzi alla scuola materna.

Che io non viva bene i cambiamenti penso che sia più che risaputo. Ma qui c’erano DIVERSI grossi cambiamenti. La tata che ha smesso dopo tre anni (con conseguente depressione mia+sua con conseguente crisi abbandonica collettiva), i ragazzi che per la prima volta entravano in società, la nostra vita che cambiava, a partire dalla sveglia del mattino che è stata spostata un’ora prima.
L’inserimento è durato due settimane di puro delirio (mio). Ogni giorno era diverso dal precedente, col fatto di dover prima rimanere là con loro, poi di non doverci rimanere ma di dover tornare dopo due ore a prenderli, e poi la seconda settimana ritirarli dopo pranzo, la terza dopo il pisolino.
Ora, io ho un estremo, assoluto bisogno di routine. I giorni mai uguali mi mettono in profonda profondissima difficoltà. Infatti in quei giorni ho sbagliato uscita della tangenziale più di una volta.
In più durante questa prova di forza che è stato l’inserimento, ho dovuto prendermi cura di diverse persone allo stesso tempo: dei bimbi, in primis, accompagnandoli (possibilmente col sorriso) nella loro nuova avventura e supportandoli; della me grande, cioè una mamma che lavora e non ci capisce più niente dell’organizzazione quotidiana e arrivava a sera strisciando per terra; e infine della me treenne che abita dentro di me e che ha rivissuto ogni minuto il trauma profondo che è stato per lei l’asilo, che ha dovuto lasciare il suo bimbo in lacrime a scuola la prima volta che li ha lasciati soli, sentendo mentre usciva dal cancelletto le sue urla che la pugnalavano al cuore e che le ricordavano le sue di trent’anni e passa prima.

E’ stata dura, per questo lo dico, più per me che per loro. Alan ha pianto solo i primi due giorni, e comunque mi han detto che appena svoltavo l’angolo smetteva e si metteva a giocare sereno e tranquillo. Rebecca già il secondo giorno nemmeno mi salutava più, se ne andava per i fatti suoi e mentre consolavo il fratello piangente mi si avvicinava e diceva “Allora, non te ne vai?”. Loro, al contrario di quel che succedeva a me, all’asilo ci stanno benissimo (specialmente Rebecca, che ha già la sua amica del cuore e già mi ha chiesto di andare a casa sua a giocare e ANSIA). Sono io che vivo malissimo questo tipo di “socialità”, l’asilo organizza milioni di cose con i genitori, sono inevitabilmente finita nel gruppo Whatsapp della sezione (ma a onor del vero, finora tutto molto bene, solo comunicazioni utili e foto dei bimbi inviate dalle tate), interagire con le tate e le altre mamme (e pure con gli altri bimbi!)… Interazioni che io che è risaputo quanto ami la gente e l’umanità in genere detesto profondamente.

Dopo venti giorni di scuola, che ve lo dico a fare, si sono ammalati.
E’ iniziato il delirio organizzativo con le nonne, chi li tiene, dove li tiene, quando li tiene. Rebecca si è ammalata tre giorni dopo Alan e ho scoperto che la cosa peggiore che può capitare non è avere due bimbi a casa malati ma uno a casa malato e l’altro no. Altro delirio organizzativo. E santi nonni, sempre e comunque.

Con ottobre, tutto ha ricominciato a girare meglio.
I bimbi sono tornati a scuola. Io ho cambiato orario al lavoro e ora faccio un part-time lungo che mi permette di uscire alle 15.30 che è un orario fighissimo, perché li vado a prendere e poi c’è ancora tanto pomeriggio a disposizione per fare cose insieme. E per strada non c’è nessuno.
La mia macchina è in riparazione e entro settimana prossima dovrebbe tornare a casa, il tutto pagato come è giusto che sia dall’assicurazione.
E’ in arrivo il mio compleanno, avrei un sacco di idee su come passarlo ma non mi attento a fare nessun programma causa malattie scolastiche e non sempre in agguato. Vedremo al momento.
Stanno per arrivarmi gli ultimi pezzi della mia collezione di artbook dei 5 samurai, so che non sapete di cosa sto parlando, dovrei parlarvene, lo farò, in un post fatto come si deve e con delle belle foto. Sto spendendo l’equivalente di un rene o forse due, ma tutto questo mi rende molto molto felice e quindi ok.
Ho scoperto una tisana al cacao, menta, liquirizia e pepe nero che mi ha svoltato la vita e ora non posso più vivere senza.
Io amo ottobre. Settembre no, fa cagare. E questo settembre 2017 ha fatto cagare più di tutti gli altri settembre del mondo. Fanculo settembre. Ciao ottobre, ti voglio benissimo.

4 commenti su “Stupido settembre

  1. Ciao!!!! Ti ricordi di me? Ho letto il tuo post… anche io torno a scrivere dopo tanto tempo… 6 anni😂 come va la macchina? L’hanno riparata? Quando accadono queste cose anch’io vengo presa dall’ansia infernale..

  2. Mi sono perso un sacco di cose!! Ma tra trasloco e assenza di adsl, sai com’è… Ora finalmente forse riesco a recuperare un po’ di cose… Twitter però no, non ce la posso fare 😉

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