#MeetMark: the day I met Mark

Sarebbe stato fantastico se fossi riuscita ad aggiornare il blog in tempo reale durante il viaggio… Ovviamente non è stato possibile, e ora un po’ alla volta proverò a fare ordine tra i pensieri e (soprattutto) i ricordi per cercare di immortalarli anche qui.

Non ho idea di come poter scrivere di quella giornata. Ci sono così tante cose che non vorrei dimenticare che davvero non so proprio come scriverne. L’incontro con Mark in primis, ovviamente, ma poi le persone, il clima, i luoghi….Credo che dividerò la cosa in capitoli, perchè se dovessi scrivere tutto in un solo post ne verrebbe fuori un romanzo, e qualcuno potrebbe anche giustamente mandarmi un po’ a quel paese. Proviamo così.

Il vero #MeetMark
Che poi era il motivo principale di tutta questa follia. Sono arrivata all’hotel St. Pierre verso le 13 insieme a Louise, la signora del bookshop che mi ha accompagnato. Ho passato l’ora seguente a godermi il sole e il panorama di quel posto incantevole (di cui parlerò poi), e poi ho preso posto nella sala conferenze dove nell’attesa ho conosciuto Debbie, il suo compagno Andy e i loro amici Karen e Marcus (anche di loro parlerò meglio poi).
Quando Mark è entrato nella sala annunciato da Matt, l’altro ragazzo del bookshop (quello gentilissimo che mi ha riservato il biglietto via mail), è stato proprio come mi aveva detto qualcuno: irreale. Mi ci è voluto più di qualche minuto per realizzare che lui porca miseria era proprio lì a quattro metri da me, era insieme a una fastidiosissima giornalista bionda e decisamente troppo truccata (e male) che gli faceva domande sulla sua carriera prendendo spunto dal libro, e lui rispondeva raccontando episodi, aneddoti e dando pareri su altri piloti, così ho avuto la sensazione di star chiacchierando con un amico che parlava di Fernando, Seb, Max e Lewis come fossimo tutti amici di sempre, come ci conoscessimo tutti da una vita.
Dopo le domande della giornalista, ha risposto a qualche domanda dal pubblico e poi ci siamo spostati tutti in un’altra moquettosissima sala per foto e autografi. Debbie e gli altri mi hanno mandata davanti a loro nella fila, promettendo di sorreggermi in caso di svenimento, e quando sono arrivata da Mark è iniziata una scena esilarante.
Io gli stavo chiedendo se poteva autografarmi anche la copertina della versione australiana del suo libro (che mi ero portata e infilata dietro alla copertina del libro inglese, che portare tutto il volume non era possibile dato il suo peso e la poca capienza del mio bagaglio a… spalla!), e mentre io già non capivo più niente, tutta la fila alle mie spalle, capitanata da Debbie e Andy, ha iniziato a gridare qualcosa tipo “She comes from Italy, just for you!!!”. E a quel punto lui mi ha guardato con uno sguardo che naturalmente non dimenticherò mai più in tutta la vita e mi ha detto “From Italy? That’s incredible! From where in Italy?” E io: “From Modena!”. “Ah, Modena, I know Modena…. BELLA!”.
Dopodichè mi ha firmato il libro inglese, la copertina del libro australiano, mi ha guardato di nuovo con gli occhi spalancati e ha ripetuto “Incredible…” e mi ha firmato pure la copertina del libro inglese. E’ venuto il momento di salutarlo, e la mia tifoseria dietro ha iniziato a gridare “In Italy they use to kiss!! In Italy they always kiss!!!”
Lui non ha colto (ahimè), ma mi ha stretto forte la mano e ringraziato più volte, io credo di aver detto qualcosa del tipo “Thank you Mark, this is a dream that comes true”, e dopodichè ci siamo salutati e abbiamo fatto scorrere la fila. Sono finita direttamente tra le braccia di Karen, e dopo due secondi tra quelle di Debbie, che mi hanno abbracciato fortissimo e si sono quasi commosse per me. E mi hanno portato al bar dell’hotel per farci un drink o due, che a detta loro ne avevo molto molto bisogno.

Appena arrivata nel patio del bar ho visto dei puffi. Quattro o cinque puffi alti circa un metro e ottanta, tutti blu, che bevevano birra e ridevano.
Io non so se potete immaginare questo momento. Ero totalmente, letteralmente FUSA, non sapevo nemmeno più dov’ero, e la prima cosa che vedo uscendo dall’hotel sono dei puffi al bar. Tutto è andato meglio quando Debbie e Karen mi hanno confermato che sì, c’erano davvero e li stavano vedendo anche loro. E che erano proprio dei puffi, blu dalla testa ai piedi, che dopo aver finito le birre sono andati in gruppo verso i campi da golf. Non è dato sapere chi fossero e cosa stessero facendo (se fossero parte dello staff dell’hotel o ospiti ad esempio), fatto sta che c’erano ed il tutto è stato piuttosto esilarante. Ero talmente fuori che non sono riuscita nemmeno ad aprire il telefono e fargli delle foto.

Dopo l’incontro con i puffi, mi sono seduta al tavolo con altri 7 inglesi (gli amici di cui sopra più un’altra coppia ancora) a bere sidro e guardare Mark che intanto usciva dall’hotel, faceva foto di rito con gli organizzatori dell’evento e poi si dirigeva verso l’elicottero per lasciare Chepstow e andare verso Bath a fare la stessa cosa appena fatta lì.
Finito il sidro, Debbie e Andy mi hanno accompagnato alla bus station di Chepstow per prendere il mio autobus per Bristol, e al contrario dell’andata, l’ho preso in tempo e addirittura un’ora prima sulla tabella di marcia.

Durante i 50 minuti di viaggio verso Bristol l’adrenalina ha iniziato a scendere, e quando mi sono trovata sulla navetta verso l’aeroporto tutto era dolce, leggero e rilassato. Ero pronta a godermi l’ultima notte inglese nel mio hotel di Bristol beandomi dei ricordi della giornata e scrivendo sul blog (ed è evidente che le cose non sono andate esattamente così). Poi all’aeroporto sono andata a prendere un taxi per farmi accompagnare all’hotel, e quando ho tirato fuori il portafoglio per pagare (in anticipo) la corsa, mi accorgo che non c’è più nessuna carta di credito nè bancomat, tutto vuoto. Ho passato i successivi cinque minuti a cercare di non farmi venire un infarto, per fortuna si era “solo” svuotato tutto dentro lo zaino, ma vi posso garantire che in quei cinque minuti i livelli di adrenalina sono di nuovo saliti a livello di guardia.

La notte nel cottage di Bristol (anche di questo parlerò poi) è stata un’altra di quelle cose di questo viaggio che difficilmente dimenticherò, purtroppo tutta l’agitazione in giro mi ha concesso di dormire giusto un’ora e mezza, e poi alle 4 di nuovo in piedi per l’aeroporto (accompagnata dalla proprietaria dell’hotel), volo Bristol-Palma di Maiorca decisamente allietato dalla presenza di tre-dico-tre stewards che parevano usciti da una rivista di moda (spagnola). Le tre ore di attesa tra il mio arrivo a Palma e il nuovo imbarco per Bologna sembravano un’eternità, sulla carta, in realtà invece mi sono giusto bastate per uscire dall’aeroporto (che è sorprendentemente immenso), rientrare, fare i controlli di sicurezza ed arrivare al mio gate (il numero 90!!).

Questo viaggio è stato importantissimo, fondamentale per me. Non solo per Mark, ma perchè mi ha insegnato tante cose, tipo che sono capace di viaggiare da sola senza problemi, ma non solo questo. Ecco perchè ho bisogno di altri post ad hoc per parlarne, perchè è stato un viaggio così sorprendente dall’inizio alla fine che vale la pena (credo) raccontarlo bene, e raccontarlo tutto.

Books

2 commenti su “#MeetMark: the day I met Mark

  1. Qualcuno ti aveva avvisata che sarebbe stato irreale? Bah, non ho idea di chi possa essere stato.
    Grazie Baby, per avermi permesso di accompagnarti. Non è stato un piacere, ma molto di più. Mi sono ricommossa, passo dopo passo, con te. E ripeto che mai avrei potuto capirti se non lo avessi vissuto in prima persona – per citare un amico: “devi esserci passato per capire l’incomprensibile”
    Anch’io la prima volta ho trascritto tutto, pagine interminabili che ho stampato e tenuto solo per me. A spiegarlo ad altri non sarei stata capace: la parola “troppo” riassume tutto.
    Grazie ancora :’)

  2. Ma grazie a te per aver viaggiato insieme a me! Come ho già avuto modo di dirti è stato bellissimo poter condividere tutto questo con qualcuno che capiva perfettamente i miei deliranti stati mentali, sei stata un aiuto e un supporto meraviglioso e sono io che non smetterò di ringraziarti per questo! :***

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