Convenzionalmente

Ieri sera tornavo verso casa, erano le 19.10 (ma toh).
Passavo in macchina per il mio paesino e vedevo le finestre illuminate, e ho intravisto dai vetri senza tende alcune persone che apparecchiavano, e la tv accesa.
Mi ha messo un addosso un senso di tranquillità e serenità, perchè come è giusto che sia verso quell’ora si comincia a preparare la tavola e la cena.
Di solito.
Mi sono fermata un attimo a pensare a queste, chiamiamole, convenzioni. I pasti scanditi dalla giornata. O meglio, la giornata scandita dai pasti.
La colazione di mattina, il pranzo verso l’una, la cena verso le otto. Indicativamente. E’ rassicurante, però pensandoci… non è un po’ strano?
Metti che all’una, o alle due, non hai fame. Ma magari ti viene verso le 4 e mezza di pomeriggio. Vi sfido a trovare un ristorante (non Mc Donalds, ho detto ristorante! Quelli dove fanno cibo vero!) che vi dia da mangiare a quell’ora. Oppure se vi venisse voglia di una bella pizza 4 stagioni alle 10 di mattina.
Io ho avuto la fortuna (per me lo è stata perlomeno) di vedere tutto ciò da un’altra angolazione, per la precisione dalla parte opposta. Nel periodo in cui ho lavorato di notte la mia giornata era decisamente scandita da orari fuori da quella che chiameremmo normalità.
Mi alzavo alle 11 di sera, e lavoravo fino mattina, diciamo in media verso le 6.30, 7. Al posto dello stomaco c’era il Grand Canyon, e alle 7 di mattina si andava a cercare un bar che facesse panini, pizze e magari un piatto di pasta.
Tutto innaffiato da una bella birretta, preferibilmente. Non vi dico gli sguardi di quelli al tavolo di fianco con cappuccio e cornetto caldo.
Le 7 di sera era l’orario in cui suonava la sveglia, se dovevo andare fuori con le amiche prima del lavoro. Non era proprio l’ora di cena per me, casomai se proprio c’era un po’ di languorino ci stava una tazzotta di latte con un po’ di cereali.
Comunque, tutto questo per dire che forse faccio più caso a questo tipo di cose, dopo averle vissute al contrario. Come anche il dormire alla notte. Ci avete mai pensato?
Io dopo che per 3 anni ho vissuto al buio l’ho apprezzato tantissimo, di dormire la notte. Non che non mi piacesse, anzi, tutto il contrario. Adoravo fare l’animale notturno. Però a distanza di anni ora mi ricordo gli occhi affaticati, le strade deserte e le facce pallide dei miei colleghi, uscire in cortile a guardare l’alba fumando una sigaretta con gli occhi che bruciano e le gambe a pezzi, e poi la cosa peggiore: d’estate, alzarsi la sera alle 9 e trovare ancora il sole esattamente come quando sei andata a dormire 10 ore prima! Adesso la notte mi piace viverla in casa, sotto al piumone o comunque facendo qualsiasi cosa ma sapendo che dopo mi aspetta una bella dormita.
Sembra niente, ma anche le cose normali diventano speciali quando non le hai!

Anyway. Dopo tutte queste elucubrazioni pseudoinutili, volevo far notare al popolo (Roberto) che non è vero che OBlezio non ha il guestbook, ce l’ha sempre avuto, forse non si vedeva. Adesso si chiama Scarabocchi e sta là in alto a destra. E dopo due anni di pigrizia informatica mi sono decisa a capire sta cosa delle pagine del blog, e per darvi prova che ….. ebbene sì, ho capito, ho inserito una bella paginetta con la mia bio. So che il mondo aspettava con trepidazione. La pagina della bio si chiama (ovviamente) “OBlezio chi??” in onore di uno dei miei post a cui sono più affezionata in assoluto.

4 commenti su “Convenzionalmente

  1. anche a me dopo anni da barista in un pub essere tornata a fare orari umani senza essere sempre uno straccio (almeno negli ultimi tempi dove avrei accolto tutti i clienti con un bazuka…magari hai rischiato anche tu lavoravo all’Arcano!)non era affatto dispiaciuto!Mi ricordo le serate che si finiva tardissimo andare disperatamente alla ricerca di un pub che finisse ancora più tardi perchè tu con l’adrenalina a palla non avresti mai dormito e anche tu volevi una cazzo di birra da bere in santa pace per poi alzarti ad orari inquietanti col bioritmo che ormai era quello di un vampiro!Oppure mi faceva una tristezza terribile l’estate che iniziavo alle 18.30 e c’era un sole come se fosse mattina

  2. Io sono sempre stato un animalo notturno, però è drammaticamente vero, il riposo di giorno non sostituisce quello di notte.
    Una cosa alla quale però non ho mai rinunciato (nemmeno quando per cinque sere alla settimana andavo a letto alle 5 del mattino e mi svegliavo alle 6 di sera – a proposito, anche andare a letto con il buio e risvegliarsi con il buio d’inverno fa un brutto effetto!) è la giornata scandita dai pasti. Mi spiego: posso anche svegliarmi alle 4 del pomeriggio, ma quella è ora di merenda. Se mi sveglio alle 3, ed è troppo presto per fare merenda e troppo tardi per pranzare, aspetto il “check point” successivo.
    Ho un’amica sposata con un ragazzo americano, vivono con i suoi ritmi. Ossia, si mangia quando si ha fame e senza un tavolo al quale sedersi. Quando vado a trovarla divento scema.

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