Me without You

É una storia vera, una storia di passione e a tratti drammatica, una storia fatta di addii e di nuovi inizi.
Inizia sette giorni fa, alle 6 del mattino, quando dopo aver fatto la doccia mi appropinquo al lavandino del bagno per iniziare, come sempre, a piastrarmi i capelli. E qui, la tragedia. Il suo corpo metallico é freddo, inerme, senza vita.
Superato il primo momento di panico tento una disperata rianimazione, che funziona. Ma quella sarà l’ultima lisciata che sarà in grado di fare. Già la mattina dopo, neanche la rianimazione é più servita. Morta. Defunta. Stecchita.
Dopo 13 anni la mia piastra professionale e indistruttibile mi ha mollato, per sempre.
Inizia quindi la corsa contro il tempo per trovare una degna sostituta. Scopro un mondo, perché in 13 anni in effetti la tecnologia di strada ne ha fatta parecchia. Mi informo, navigo, chiedo, mando emails. Mi dicono che le migliori siano le fantomatiche GHD, e io ci credo, li spendo anche tutti quei soldi se ne vale la pena. Ma non so dove trovarle, mi dicono che andrebbero ordinate, e io NON HO TEMPO.
Finalmente trovo su internet un negozio per parrucchieri con un buon assortimento, e ne vedo una che fa al caso mio: ceramica e tormalina, piastre larghe 42 mm e si scalda in 20 secondi. Mando una mail, è un negozio di Carpi, solo 20 km da me, devo sapere se ce l’hanno disponibile. Arriva la pausa pranzo e ancora nessuna risposta. E allora telefono.
“Salve, ho visto sul vostro sito una piastra, volevo sapere se era disponibile in negozio da voi. É MOLTO URGENTE”.
Nonostante l’aria da psicopatica, al negozio sono stati molto comprensivi. Ce l’avevano, e la sera stessa mi hanno aspettato al negozio prodigandosi di consigli e tranquillizzandomi sull’acquisto e sul cambio epocale dal ferro alla ceramica.
E sia. Dopo vari test, due giorni fa ho deciso che può rimanere con me, ora é la MIA piastra. Lavora egregiamente, non mi sta facendo rimpiangere la mia vecchia. Certo che per essere alla pari dovrà durare altri 13 anni, e di questo non sono molto sicura.

Ps. L’autopsia ha confermato la morte per cottura dei fili all’interno. Anche la simpatica scossa post mortem che emanava dipendeva da questi contattini ormai fusi su se stessi. Gli organi sono stati donati, come da volontà della defunta. In buone condizioni era soltanto un lungo cavo di un paio di metri con presa elettrica annessa. Riposa in pace vecchia mia! 🙂

8 commenti su “Me without You

  1. E’ proprio vero… nulla è x sempre!
    Pensa cmq che una parte di lei continuerà a vivere. Gran bella cosa la donazione di organi.

    ahahahahah oddio Bà, con questo post son morta (stringendomi al tuo dolore, il termine ci sta tutto) dal ridere 😀

  2. Avevo rimosso questo post: proprio l’altra sera parlavo con una mia amica di piastre (sono un uomo che sa ascoltare i problemi della sfera femminile :D) e mi diceva che le è successa la stesa cosa ma ha trovato uno che glie l’ha riparata. Se l’hai tenuta per ricordo e messa in una teca posso provare a sentire, magari te la resuscita!

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