Troppo vicino

Mi chiami alle 9 e un quarto di martedì sera, la mia unica sera libera della settimana, dopo un anno e mezzo che non mi chiami. Non rispondo, primo perchè ho già una gamba sotto la doccia, e secondo perchè so cosa vuoi.
Se mi telefoni, è sempre per quel motivo. Quindi ti ignoro. Ma mentre sono sotto la doccia mi mandi un sms per spiegarmi il problema (che era esattamente quello che avevo sospettato), e mi dici che forse si risolverà come l’ultima volta. (L’ultima volta? E chi se la ricorda più l’ultima volta?) Continuo a ignorarti, sta per iniziare Che pasticcio Bridget Jones! e non ho intenzione di fare nient’altro.
Mi chiami di nuovo. Stavolta rispondo, perchè tanto so che continuerai, e poi in ogni caso non posso sfuggirti dato che abiti nella porta di fronte. Tolgo il dente e ti rispondo, tu mi spieghi che hai preso a calci il pc e adesso non si accende più, e mi chiedi di passare a dare un’occhiata.
Sospiro e ti rispondo che scendo, così ci guardiamo. Prendo le chiavi, l’iCoso e percorro i 5 passi che separano il mio cancello dal tuo. Suono, mi aprite e entro nel giardino.
Tempo due secondi, vengo letteralmente assalita da una specie di topo gigante peloso e umidiccio che mi lecca e mi mordicchia tutte le braccia, nel giro di 30 secondi sono ricoperta di bava, e ancora non ho capito cosa sia quell’essere che corre indiavolato nel giardino prendendo la rincorsa per poi saltarmi fin quasi sulle spalle. A questo punto mi presenti Alice, il vostro nuovo cane. E io ci faccio subito amicizia, adoro i cani, ma lei mi si attacca tipo sanguisuga al braccio e non c’è verso di staccarla. E’ molto vivace, mi spieghi. Con un sorriso rispondo che lo avevo notato.
Entriamo in casa, e in altri 10 secondi netti il braccio senza cane viene inglobato da un altro essere poco più grande di Alice, meno peloso ma comunque umidiccio. Capisco che si tratta di Alberto, vostro figlio, che non vedevo da un po’ ed è cresciuto, adesso avrà quasi 4 anni.
Tu, io, il cane in un braccio e tuo figlio nell’altro entriamo nel loculo che hai adibito a studio, ti guardo e ti chiedo chi entra per primo, visto che in due non ci si passa. Mi dici “Entra pure tu”. Mi stacco di dosso il bambino, che non smette di mostrarmi urlando il suo enorme robot rosso, provo a staccare anche il cane ma non ci riesco, cerco di avvicinarmi al tavolo mettendo in salvo almeno il mio preziosissimo iCoso, e inizio a guardare il tuo computer di ultima generazione comprensivo di lettore floppy disc e Windows 98 di cui tu, peraltro, vai fierissimo.
Stacco e riattacco qualche cavo, faccio un reset e lo accendo, ma dato che non parte ti guardo con aria grave e ti comunico che è arrivato il momento di comprare il netbook che da tanto volevi.
In realtà, questo non te lo dico ma lo penso talmente forte che ho paura che si senta, non me ne frega niente di quel rottame, non lo voglio guardare e meno che mai smontarlo, oltretutto mi sono appena fatta la doccia e sto sudando, sono piena di bava del tuo cane e tuo figlio non ha smesso un secondo di urlare da quando sono entrata.
Dopo la sentenza di morte, cerco di avviarmi verso l’uscita, ma tuo figlio vuole che vada a vedere i suoi giochi, e mentre parliamo continua a urlare e più urla più io cerco di ignorarlo. Sembra invece che tu non lo senta nemmeno. Lui però si irrita, e per coinvolgermi nel gioco mi spara un Bakugan (qualunque cosa esso sia) direttamente su un piede. Caccio un urlo, tu continui a parlarmi e dopo cinque minuti fai presente a tuo figlio che queste cose non si fanno.
Mentre dici questo, sento una cosa strana su un piede, abbasso lo sguardo e vedo Alice che me lo sta leccando beatamente. Con il sorriso più finto del mondo la rimprovero dolcemente dicendo che, acciderbolina, mi ero appena fatta la doccia. Nella speranza che tu prenda in mano la situazione ti guardo implorante (e inizio a chiedermi cosa diavolo sono quelle croste che hai in faccia su tutta la fronte) ma tu prosegui a parlarmi del tuo computer, e io facendo finta di niente cerco di avvicinarmi al cancello.
Mi accompagni all’uscita, tuo figlio saltella intorno e urla come un indemoniato, il cane continua a leccarmi ogni pezzo di pelle scoperta (fortuna che ho messo i jeans, a saperlo evitavo anche le infradito), e mentre mi saluti mi dici con un sorriso che sì, tuo figlio è un po’ agitato, ma tu sei tranquillo perchè in farmacia hai trovato delle goccine che basta dargliene 5 e casca per terra come una pera e così siamo tutti felici.
Sto per suggerirti di provare a darle anche al cane, ma mi mordo la lingua e mi avvio verso il mio cancello.
Entro in casa, metto a lavare la t-shirt che avevo messo pulita solo mezzora prima, mi rifaccio la doccia e grazie a Dio su Canale5 +1 inizia di nuovo Bridget Jones. Stavolta lo guardo e cerco di dimenticare.
Non è colpa tua, forse. Tu sei anche un buon ragazzo, ma vivi in una casa con esseri completamente fuori controllo, e tu e la tua consorte ne ridete felici. Quindi va bene, ma perdonami se non ci vengo più, da voi.
Ah, e per favore, d’ora in poi evita di mandarmi sms alle 6 del mattino per dirmi che il tizio del negozio ha capito che era solo un problema di RAM e quindi puoi continuare a usare il tuo adorato Windows 98. Non sono messaggi che uno vuole ricevere alle 6 del mattino. No anzi, non sono messaggi che uno vuole ricevere. Punto.

8 commenti su “Troppo vicino

  1. Io, a dire la verità, sarei molto curioso di avere una descrizione altrettanto dettagliata anche della consorte! Ah, se per caso non era in casa, e lui t’ha chiamata e poi l’SMS alle 6 e poi e poi… un motivo, forse, … boh …
    Ah… il bakugan, per tua informazione, è una roba tipo pokemon. La prossima volta portati dietro una carta trappola o un “ba-zu-ku gun” così li puoi sterminare tutti, forse anche la piccola peste se sono abbastanza potenti !!!
    Ahahaha, comunque forte!!! Grande!!!

  2. ahahahahah scusami se rido, ma praticamente mentre leggevo si materializzava tutta la scena davanti a me 😀
    Ma dove la trovi una famigliuola così affettuosa ed ospitale? :mrgreen: ahahah

  3. Gio, la moglie c’era eccome, non ha fatto altro che sorridere e dire “Scusa il disordine, scusa il disordine….” Non sapevo come dirglielo che il disordine era proprio l’ultimo dei miei pensieri, in quel momento.
    Grazie per le dritte sui Bakugan, la prossima volta (semmai disgraziatamente dovesse essercene una) partirò attrezzata.

    Kisskiss, vedersi materializzare la scena (e la bava) davanti non ha prezzo, io ormai credevo che a un certo punto dal soffitto sarebbe sceso un telone con scritto “Benvenuta a Scherzi a Parte!”. E invece non è successo…..

  4. Ho sorriso, ma avevo anche un brivido di terrore che correva lungo la schiena..
    Ho una zia che incarna marito, moglie, figlio e cani in un unico corpo. Però con lei ho abbastanza confidenza da dirle di no quando ha dei problemi sul pc, sono dell’idea che chi non sa gestire la tecnologia è meglio che ne stia alla larga per il bene di tutti. Una volta mi ha fatto portare ad aggiustare un walkman che non andava più e si è scoperto che aveva in casa tre paia di pile scadute. Oppure “da quando ho comprato il pc mi viene sempre fuori una cosa che mi chiede se voglio aggiornare l’antivirus, io non mi fido e rispondo sempre di no. Faccio bene vero?” “Sì sì…”.
    L’ultima volta l’ho beccata in piedi sulla mia scrivania con il mio portatile tra i piedi. Aveva un annaffiatoio con cui voleva lavare la zanzariera. “Ciao France, lo so che adesso ti arrabbi…” :p

  5. ahahah…confessa: appena hai chiuso la porta ce li hai mandati a quel paese e non solo col pensiero!! Aiuto, che stress questi qui….a parte che per come adoro i cani io, o a casa loro non ci sarei mai entrato oppure avrei messo le cose in chiaro: “Senti, io entro…ma tu sei disposto a vedere il tuo cane che viene preso a calci tre volte per ogni slinguazzata che mi da?” E l’sms alle 6:00??? Nooo, è troppo…tu sei troppo brava!!
    PS: per la cronaca……….il mio portatile è del febbraio 2005……….non ha windows 98 ma anche lui, con windowsXP, è nella lista delle cose obsolete, vero? 😉

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