Volevo un Mirko

Intanto Buon Anno al mondo.
Dopo una lunga assenza rieccomi a deliziare OBlezio e i suoi (pochi) lettori con i miei soliti deliri. In realtà avrei molto, moltissimo da scrivere, ma come al solito sono pigra come un bradipo addormentato, e dubito che riuscirò a tradurre in parole tutti i pensieri più o meno acidi che ho avuto in questi giorni.
Intanto però inizio dicendo che ho avuto una grandissima rivelazione, quasi un’epifania, che il periodo era anche quello giusto. Partiamo dal presupposto che ogni ragazza da piccola, almeno per un periodo, sia stata nutrita a pane e fiabe, e sia stata indotta più o meno volontariamente a credere che esista un fantomatico principe azzurro, che l’Amore sia la realizzazione di tutti i sogni di una fanciulla e che il matrimonio sia il solo, unico e accettabile lieto fine che porta al celeberrimo “vissero felici e contenti”. (Lascio perdere di proposito il discorso sula fatto che il matrimonio possa essere il lieto fine della vita di una fanciulla. Che qui sennò più che un post ci vien fuori un trattato di filosofia esistenzialistica che non mi pare il caso, anche perchè non so cos’è la filosofia esistenzialistica e non sono neppure certa che esista)
Insomma, quello che voglio dire è che ci abbiamo creduto un po’ tutte, no? Il principe di Cenerentola che la strappa dalla sua vita da serva e se la sposa, il bacio d’amore del principe a Biancaneve che la risveglia dal sonno eterno (e se lo sposa), la Bella Addormentata… beh, idem, la Sirenetta che abbandona il mare per seguire l’ammmore della sua vita (e se lo sposa), la Bella che vede il bello nella Bestia (!), lo libera dall’incantesimo (e se lo sposa) e così via. Siamo state un po’ influenzate da queste favole, e io penso che molte di noi, forse anche inconsciamente, cerchino o vivano l’amore in funzione delle aspettative create dalla fiaba che le ha catturate di più. Io ad esempio sono tuttora incantata dalla Sirenetta, e ho sempre creduto di essere alla ricerca di un amore così, quasi impossibile, tormentato dalle difficoltà, che poi vengono superate in nome dell’amore eccetera eccetera bla bla bla.
Beh, invece ho scoperto di essermi sbagliata, e ho capito senza ombra di dubbio qual è stata la tormentata storia d’amore che mi ha preso il cuore e mi ha fatto sognare di viverne una così anche io: quella di Mirko e Licia. Ma mica quella del cartone animato, quella dei telefilm. Quella dove Cristina D’Avena (che io adoravo) e Pasquale Finicelli sono Licia e Mirko “veri”, quella dove loro si tengono stretti le mani e si guardano sognanti negli occhi e si baciano prendendo una rincorsa di un quarto d’ora e avvicinandosi piano piano.
Licia che pensa a Mirko che è in tournè con i Beehive e guarda il cielo sognante, dolcissima e innamoratissima come sottolineano in tutte le sigle (Love Me Licia, Licia Dolce Licia, Teneramente Licia…..), lui che la guarda come un rincoglionito e sopporta il padre schizofrenico di lei, ma poi si sposano, e vanno a vivere insieme, e cantano insieme (Balliamo e Cantiamo con Licia, eh beh), e mentre cantano cose tipo “l’amore vive nel silenzio sai, in quel silenzio che non dorme mai”, o “con la primavera nel cuore ci teniamo per mano”  si guardano negli occhi sognanti sempre più innamorati e felici, che alla fine il loro immenso amore gli permette anche di sopportare Andrea e Giuliano insieme.
Ecco, il mio cuore di bambina è rimasto appiccicato in questo esubero di dolcezza, tenerezza ed inifinito ammore, non posso farci nulla, ho scoperto di aver sempre sognato di essere Licia (padre schizofrenico a parte) e di poter un giorno trovare il mio Mirko (ciuffo rosso e vestiti urrendi a parte), e di vivere con lui un amore così, dolce, tenero e rincoglionito. Correndo senza meta in un prato tenendosi per mano e ridendo inebetiti, ma felici e innamorati (li adoro quando corrono senza meta ridendo come due scemi).
E comunque, così per la cronaca, il mio Mirko alla fine l’ho trovato. Lo dimostra ogni minuto che passo con lui, ma soprattutto il fatto che guarda con me Licia Love Me Licia e non si lamenta, anzi, solitamente ride e mi stringe forte forte.

di Miseria Cantare Inviato su Deliri

Un commento su “Volevo un Mirko

  1. Credo che lui apprezzi questa cosa perché il tuo idolo non ha le sopracciglia rifatte (che di questi tempi non è poca cosa per un uomo).

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