Incontri ravvicinati di un qualche tipo

Ieri sera sono tornata nel lontano paesino di Inculoailupi per la seconda conferenza su cinema e filosofia, e volevo giusto parlarne per riordinare un po’ le idee anch’io, che non sono mica più abituata ad avere a che fare con la mente umana (e i suoi abissi) come quando ero solita frequentare molti più seminari e conferenze, sviluppando così il mio non tanto cordiale ma sincerissimo odio per l’umanità.
Mi sono un po’ arrugginita mi sa, ma qualcosa dentro di me poco a poco si sta risvegliando.
Andiamo per ordine.
L’ospite relatore di ieri sera è un tizio piuttosto famoso, per cui non farò il suo nome, ma diciamo che ero abbastanza curiosa di conoscerlo, anche perchè i ragazzi me ne avevano parlato in modo entusiastico, e sicuramente si tratta di un personaggio particolare che valeva la pena di incontrare.
Forse, pensandoci bene, il nostro incontro non è partito bene proprio dal principio. Lui è arrivato che io ero in bagno (ahò, Inculoailupi è lontano e appena arrivata è stata necessaria una sosta ai box).
Quando sono uscita, nel gruppetto si era aggiunto questo individuo che nessuno si è preoccupato di presentarmi (mentre mi hanno subito presentato il tolkeniano napoletano, e comunque anche con lui non è stato decisamente amore a prima vista). Io l’ho squadrato per bene, e solo dopo ho capito che si trattava di lui.
Me lo aspettavo diverso. Non so perchè ma mi immaginavo un ometto basso e con pochi capelli. Con gli occhiali e un alone di mistero intorno. In fondo come dovrebbe essere un intellettualoide che scrive sotto pseudonimo e che rifiuta categoricamente apparizioni pubbliche, interviste e quant’altro, solo in nome della letteratura che fa, in modo da non confondere lo scritto con lo scrittore?
E invece questo è oggettivamente un figo. Sui quaranta, alto, ben piazzato, con una faccia da attore più che da intellettuale, una sorta di Gioele Dix in versione molto affascinante, col capello brizzolato pettinato all’indietro, baffo curato, bel vestito elegante ma vagamente alternativo. Presenza scenica importante.
E che non ride mai. L’ho visto sorridere solo dopo alcune affermazioni pseudo ironiche da lui stesso fatte. E vabbè.
La sua conferenza è stata interessante, come una bella lezione universitaria diciamo, coinvolgente il giusto. Ma non mi ha scatenato la benchè minima emozione. Tutte cose molto interessanti, tutte molto vere ed espresse in modo lineare, scorrevole, con grande intelligenza ed evidentemente con un background culturale impressionante.
Ma zero colore, zero emozione. Quando parla il Meraviglioso Cervello dentro mi si scatena sempre qualcosa, qualcosa che inizia a riflettere, o che si emoziona. Con questo, niente. Solo una bella lezione e poi tanti saluti. Agli altri. Noi come sempre siamo rimasti fuori al freddo a parlare, e nonostante fossimo rimasti solo in quattro, di nuovo a nessuno è saltato in mente di presentarci.
Per un momento ho pensato di presentarmi da sola, ma poi ho cambiato idea. Non avrei mai voluto che scambiasse il mio saluto per ammirazione.
Siamo rimasti circa tre quarti d’ora fuori a parlare e per tutto il tempo ci siamo lanciati occhiate indagatorie, del tipo “ma tu chi cazzo sei”. Non ci siamo rivolti la parola nè scambiati un sorriso.
Quest’uomo colto, intelligente e indubbiamente molto sicuro di sè, non mi ha trasmesso nulla. Neanche dopo, con discorsi da parcheggio rilassati e senza pretese. Niente, non c’è stata empatia, proprio per niente.
Sarei quasi tentata di dire che mi sta anche un po’ sui maroni, ma non so neanche se sia esattamente così. E’ più una distaccata indifferenza, ecco. Le mie aspettative su questo personaggio sono rimaste un po’ deluse, per concludere. Non so se avrei dovuto fare qualcosa io per entrare in contatto con lui, di solito mi viene abbastanza spontaneo, ma proprio non ho avuto lo slancio. Una persona che, dopo la curiosità iniziale, non ha più suscitato in me il minimo interesse.
Tutt’altre sensazioni, invece, me le hanno suscitate i due vecchi bacucchi seduti dietro di me durante la conferenza. Come al solito, come sempre, riesco a sedermi vicino alle persone più insopportabili del pubblico.
Questi due, marito e moglie, hanno commentato ogni cosa per tuuuuuuutto il tempo, con affermazioni di una bassezza e di una banalità imbarazzanti. I classici discorsi da divano, ma da stereotipo che più stereotipo non si può. E alle ore 23.40 hanno pensato bene di condividere con la platea i loro alti ragionamenti, che non sto nemmeno a riportare perchè veramente imbarazzanti. L’unica cosa positiva è che hanno fatto una colossale figura di merda davanti a tutti, e a questo punto mi sono ricordata di quanto adoro odiare la gente.
Ahhh che bello ritrovare se stessi!
Quindi, bilancio della serata? Positivo, sicuramente, ma con inclusa delusione/perplessità per questa strana figura che posso dire di aver incontrato ma non effettivamente di aver conosciuto. Pace!

2 commenti su “Incontri ravvicinati di un qualche tipo

    • E’ che non riesco a farmi un’idea di quanto effettivamente questo collettivo sia famoso o meno… Per questo ho preferito non farne il nome, per quanto ne so potrebbero essere dei perfetti sconosciuti per il 99% del popolo, ma magari invece sono solo capra io che non li ho mai considerati, invece magari sono famosissimi. Boh! Comunque lui fa parte di questo collettivo di intellettuali-scrittori… Sono in 4 e a quanto pare abbastanza conosciuti. Ma chissà poi!

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